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Dall'impeachment all'angelo custode, anche Di Maio dice #graziemattarella

“Bisogna mettere in stato di accusa il Presidente” urlava solo sei mesi fa il vicepremier grillino. Oggi pensa che il capo dello stato “è stato un po' l'angelo custode del governo”

21 Dicembre 2018 alle 18:07

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Il vicepremier Luigi Di Maio, intervistato ad Agorà su RaiTre, ha detto che “il presidente Mattarella è stato fondamentale, come garante della Costituzione, è stato un po' l'angelo custode del governo, ha sempre seguito con attenzione e in modo imparziale la legge di Bilancio e abbiamo evitato la procedura d’infrazione, ce l’abbiamo fatta”. Ma solo sei mesi fa, prima in una manifestazione a Fiumicino e poi anche in una telefonata in diretta a Che tempo che fa, chiedeva l'impeachment di Mattarella, o meglio, la messa in stato di accusa del presidente della Repubblica, reo – secondo il ministro del Lavoro – di aver affossato il governo gialloverde quando mise il veto al sovranista Paolo Savona come ministro dell’Economia.

 

“Bisogna mettere in stato di accusa il Presidente. Bisogna parlamentarizzare tutto anche per evitare reazioni della popolazione”, minacciava Di Maio a fine maggio scorso. E ancora: “Prima attiviamo l’articolo 90 e poi si va al voto, perché bisogna parlamentarizzare questa crisi”.

Enrico Cicchetti

Nato a Mantova in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio dalle parti di Roma. Al Foglio dal 2016, si occupa del sito, di video e di infografiche. Su Twitter è @e_cicchetti

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