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Per abolire la povertà il popolo compri i Buoni Patriottici Ordinari del Tesoro

Altro che reddito di cittadinanza. Per risolvere i problemi dell'Italia si deve essere più creativi del governo del cambiamento

17 Ottobre 2018 alle 06:00

Per abolire la povertà il popolo compri i Buoni Patriottici Ordinari del Tesoro

Foto LaPresse

Tante volte una situazione che sembra problematica, o addirittura irrisolvibile, guardata da una nuova prospettiva di colpo si rivela semplice e chiara. Il nodo immediatamente si scioglie. Il negativo in un attimo si trasforma in positivo. Detto in altre parole, basta trovare l’idea geniale e tutto si aggiusta.

 

A questo punto qualcuno mi chiederà: ma di che cosa stiamo parlando, che non si è ancora capito? Rispondo subito. Ovviamente, visto il preciso momento dell’anno in cui siamo, parliamo di Finanziaria. Dov’è il problema? Il problema è che vogliamo giustamente dare dei soldi ai poveri perché, come è giusto, riescano a vivere meglio. Possano fumare, possano bersi una bottiglia di birra da 66 cl, possano comprare, come i ricchi e i benestanti, qualche bustina di figurine ai figli, e una collanina di plastica alle figlie, e così via (l’uomo come sappiamo non è soltanto bisogni ma anche lusso fin da quando ancora viveva nelle caverne). Tutto questo, dicono i più, comporterà la creazione di nuovo debito cioè, detto in altre parole, l’emissione di nuovi titoli di stato. Chi li comprerà questi nuovi titoli di stato che servono a finanziare quello che a me piacerebbe chiamare il sussidio all’esistenza? Sugli stranieri, secondo qualcuno, non possiamo contare perché tante volte sono stupidi e cattivi. Ed ecco perciò un appello a un popolo, il nostro, in modo che questo popolo, unito e gagliardo, si comporti in modo fortemente patriottico e corra a comprare i titoli emessi dalla sua patria. Per rendere più chiara la cosa si potrebbe addirittura chiamarli non più BOT ma BPOT (Buoni Patriottici Ordinari del Tesoro) cosicché quando il tipico patriota italiano corre in banca per esercitare il suo patriottismo e un infame bancario, magari esterofilo, sta per rifilargli un BUND, il patriota italiano possa dirgli: No, ho detto BPOT e voglio il BPOT, cioè i miei soldi li metto nel buono patriottico.

 

Tutto questo ovviamente sarebbe molto bello, farebbe sentire la nazione molto coesa, ci ricorderebbe che siamo tutti ex-cattolici e sentiamo ancora attiva la nostra propensione alla carità, che per un terzo siamo ex-comunisti e sentiamo ancora attiva la nostra propensione alla solidarietà e alla fine che siamo tutti italiani e amiamo la penisola.

 

Ma c’è bisogno di tutto questo?

 

Secondo me grazie alla mia idea geniale non c’è n’è più bisogno. L’idea geniale è questa: basta dare il sussidio ai poveri in titoli di stato bloccati a dieci anni, e la situazione di colpo è risolta. E fra dieci anni il povero può andare in banca a ritirarsi il suo gruzzoletto, tra l’altro con il 3,5 per cento di interessi. E se il sussidio sono 700 euro al mese, fra dieci anni, alla scadenza dei buoni, il nostro povero si troverà a intascarsi tutto in un colpo 84.000 euro più gli interessi, trasformandosi di colpo in quasi benestante. Per di più, grazie a questa proposta, sarebbe lui, il povero, il vero patriota della situazione, essendosi fatto dare il sussidio in buoni patriottici.

 

Capisco che qualcuno potrebbe dirmi: Ma in questi dieci anni il povero come fa a campare? Non lo so, dico io, ci sono tante possibilità: può continuare a vivere come ha fatto fino a ieri, che non c’era il sussidio, sapendo però che fra dieci anni tira gli 84.000 euro; può continuare a stringere un po’ la cinghia, sempre aspettando gli 84.000 euro; può alternare lavoretti in nero a piccoli furti, che non alterano il rapporto deficit pil più di tanto, anche se comportano una piccola evasione dell’Iva, e farsi prestare qualche soldino da vecchie prozie pensionate offrendo in garanzia i suoi buoni; volendo può addirittura morire, ma sempre sapendo che i suoi figli, se restano poveri, dopo qualche anno vanno a tirarsi gli 84.000 euro. Ed ecco che il problema è di colpo risolto senza bisogno di capitali stranieri, senza bisogno di patrioti italiani, ma soltanto grazie alla creatività e all’intelligenza.

Ugo Cornia

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Commenti all'articolo

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    17 Ottobre 2018 - 21:09

    Scherzanno scherzanno, Pulicinè… Se davvero si emettessero B"P"OT con rendimento interessante e a breve, chi non ci farebbe subito un pensierino, piuttosto che lasciare risparmi sul cc di una Banca che piano piano continua a rosicarteli?

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  • albertoxmura

    17 Ottobre 2018 - 14:02

    Consolidare il debito con i titoli in mano agli stranieri scatenerebbe il putiferio e la credibilità internazionale dell'Italia ne uscirebbe distrutta per decenni. Se invece i portatori di quei titoli fossero italiani, l'operazione potrebbe farsi tranquillamente:affari interni. Comprate i BOT e poi ci penseremo noi a prenderveli o con tasse ad hoc ovvero mediante congelamenti o altre diavolerie. La fantasia, quella, non difetta. Intanto ci sarà chi, acquistata un'amaca con il Reddito di cittadinanza, si godrà il dolce far niente a spese di chi lavora. Ricordate il gesto di Alberto Sordi in "I vitelloni?"

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  • CohleandHart

    17 Ottobre 2018 - 14:02

    ahahahhaha! geniale. ahimè c'è da piangere.

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  • eleonid

    17 Ottobre 2018 - 07:07

    Urca che genialaggi! Ma Di Maio e Salvini ci avranno pensato? È proprio vero noi italiani non finiamo mai di stupirci. E poi critichiamo i nuovi arrivati di avere poche idee e non innovative. Ma rimane sempre un dubbio: lo Stato ,come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, che forse fra 10 anni non esisterà più , come farà a trasformare la carta straccia dei BPOT in moneta sonante?

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