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Cosa rispondono i funzionari Ue quando il governo prova a vendergli i migranti della Diciotti

"177 eritrei. Su, che sarà mai?". "Vedo cosa posso fare ma non prometto nulla". Satira

28 Agosto 2018 alle 06:03

Cosa rispondono i funzionari Ue quando il governo prova a vendergli i migranti della Diciotti

Foto Imagoeconomica

[Siamo venuti in possesso dell’intercettazione tra un funzionario italiano che cerca di piazzare i migranti in un paese estero e il funzionario di un paese straniero che declina la richiesta con gentilezza, durante la crisi della nave Diciotti. Attenzione, questo è un pezzo di satira].

 

– Pronto buonasera.

 

– Buonasera amico mio, come va alla Farnesina sovranista? Tutto bene?

 

– Tutto bene ma avrei una richiesta, giusto adesso ho finito di parlare al telefono con il Viminale, sono molto pressanti e se voi foste così gentili da prendere in considerazione questa richiesta vi saremmo davvero grati…

 

– Amico mio, se è perché vi servono di nuovo degli aerei Canadair ne abbiamo già parlato l’anno scorso: è tutta una cosa che gestiscono bene le protezioni civili dei paesi in autonomia, noi non c’entriamo nulla.

 

– No, io chiamo per la vicenda della nave Diciotti, avrai di sicuro visto cosa succede vero? C’è una nave della Guardia costiera bloccata nel porto di Catania, a bordo ci sono 177 eritrei e qui ci si chiedeva: non è che li pigliate voi? Please.

 

– Carissimo, vedo cosa posso fare ma non prometto nulla

 

– 177 eritrei. Su, che sarà mai?

 

– Però pure voi. Quando a Bruxelles s’è trattato di riformare il Trattato di Dublino per rendere automatici i ricollocamenti degli immigrati i Cinque stelle hanno votato contro e la Lega s’è astenuta.

 

– 177 eritrei. Dai, per piacere, che sennò qui diventa un casino.

 

– Però anche voi mettetevi nei miei panni. Io adesso dovrei telefonare al mio governo con la voce seria e dirgli che il governo italiano ha bloccato una nave della Guardia costiera italiana in un porto italiano e che dobbiamo risolvere la situazione noi. Mi chiederanno: e se noi non facciamo nulla, cosa succede? E io sarò costretto a dirgli la verità: non succederà un bel nulla. E’ ovvio. Ci basta aspettare e il vostro governo prima o poi quelli li farà sbarcare, mica potete tenere una vostra unità militare bloccata a un molo di Catania per sempre. Cos’è, una Guantanamo per i migranti eritrei? Che poi io l’ho capito il vostro Salvini, se non s’impunta su questa cosa e se non monta un grande casino, cosa gli resta da far vedere ai fan? Non ha niente in mano.

 

– Sì ma come la mettiamo con il vertice di giugno?

 

– Il vertice di giugno cosa?

 

– A fine giugno a Bruxelles c’è stato un vertice dell’Unione europea che è durato tredici ore, è finito a notte fonda, per decidere come ricollocare i migranti tra i vari paesi europei dopo gli sbarchi. Adesso non potete fare finta di nulla. Il nostro presidente Conte aveva pure celebrato: “L’Italia non è più sola!”.

 

– Quell’accordo era fasullo e lo avevano capito tutti tranne il vostro governo – anzi il vostro governo l’aveva capito perfettamente ma non l’ha detto – e i suoi fan su Facebook. Era un “accordo su base volontaria”. Capito il trucco? Sta tutto lì in quelle parole: “Su base volontaria”. Come dire: se voglio prendo i migranti, se non voglio no. E’ come “l’obbligo flessibile” per le vostre vaccinazioni. Se le vuoi fare sono obbligatorie. Se non le vuoi fare non sono obbligatorie.

 

– E quindi?

  

– E quindi questa volta la base volontaria non c’è e non li prendiamo. Ma poi mi sembra già di sentirlo il nostro governo, diranno che ci siamo presi molti più rifugiati stranieri dell’Italia quest’anno e anche l’anno scorso e pure l’anno prima e che tutti i paesi in Europa si sono presi più stranieri dell’Italia. Tutti tranne i vostri amici di Visegrád – che però guarda caso non hanno porti sul Mediterraneo, ditemi un po’ se non vi hanno fregato. Voi state dalla loro parte – paesi che prendono zero migranti – e contro paesi come Germania e Francia che invece si prendono il maggior numero di migranti e potrebbero dare una mano.

 

– Ho capito. Vado a bussare ad altre porte.

 

– Che poi, fammi dire: ci vuole tanto a dare una coperta e una tazza di brodo a 177 persone, a farle sbarcare e a trovare una sistemazione? Siete pur sempre la seconda potenza industriale dell’Europa dopo la Germania.

 

– Eh, ma sono un simbolo della battaglia per la “protezione dei confini”.

 

– Ma questi sono eritrei, le domande degli eritrei per diventare rifugiati hanno una percentuale di accettazione altissima.

 

– Non è finita la guerra tra Eritrea ed Etiopia?

 

– Sì, ma in Eritrea comanda Isaias Afewerki, uno che ha la tortura facile.

 

– Vado.

 

– Alla prossima. Però c’è una cosa che non ho capito: è vero che gli eritrei sono stati prima salvati da due motovedette della Guardia costiera che di regola li avrebbero portati a Lampedusa e che poi invece da Roma è arrivato l’ordine di trasferirli a bordo della Diciotti – che è più grande e più attrezzata se lo sbarco si trasforma in un caso politico? Ed è vero che in questi giorni sono sbarcati almeno altri duecento migranti in Italia, come minimo, ma che il governo non ha detto nulla?

 

– Tutto vero.

Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Ora scrivo da New York. Sono stato inviato al Cairo per seguire il Medio Oriente da vicino. Ho lavorato in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Siria. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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