Vito Crimi (foto LaPresse)

Crimi fabbrica “fake news”

Redazione

Quante bugie dal responsabile dell’Editoria sui giornali e i loro padroni

Non può più tacere, confessa, Vito Crimi. Ed è un peccato, perché parlando dice cose non vere. Dice, infatti, che “i signori delle autostrade” sono “tra i principali finanziatori di tanti partiti politici e nell’assetto societario di tante testate giornalistiche”. Resta nel vago, Crimi, spara nel mucchio – “tanti partiti politici”, “tante testate giornalistiche” – ma in sostanza recupera le stesse inesattezze dispensate, un po’ a casaccio, anche da Luigi Di Maio in questi giorni di polemica permanente. E cioè che i Benetton, tramite la holding Edizione, deterrebbero quote azionarie di vari gruppi editoriali: “Il 5,1 per cento di Rcs, il 2,24 per cento di Caltagirone Editore e il 2 per cento del Sole 24 Ore Spa”, ha elencato il vicepremier grillino. Il quale, evidentemente, non è stato aggiornato da Rocco Casalino sul fatto che Edizione ha ormai da un anno dismesso tutte e tre le partecipazioni indicate. Sarebbe bastato sfogliare l’ultimo bilancio di Edizione, consultabile anche online. E invece no: i grandi strateghi della comunicazione grillina si sono basati su qualche bufala raccattata in rete. E Crimi, non potendo più tacere, s’è adeguato, e nonostante ormai da due mesi rivesta la carica di sottosegretario all’Editoria, non ha esitato a denunciare lo “sciacallaggio politico” dei media nostrani, “lo sporco gioco di alcuni editori italiani” seguito pure, guarda un po’, dai giornali stranieri. Non accorgendosi, evidentemente, che l’unica operazione di deformazione della verità era proprio il suo partito a compierla. “Le fake news non si combattono mettendo il bavaglio alla rete”, ha detto di recente Crimi. Il quale, evidentemente, il bavaglio vorrebbe semmai vederlo messo ai giornali ostili. Ma intanto diffonde “fake news”.

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