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La censura di Di Maio quando si parla di Ilva

Lunedì al ministero dello Sviluppo economico s’è svolto l’ennesimo vertice su una delle vertenze più complicate degli ultimi anni. Racconto di uno streaming negato 

8 Agosto 2018 alle 16:51

La censura di Di Maio quando si parla di Ilva

Foto Imagoeconomica

Roma. E’ il 27 marzo 2013 quando va in scena per la prima volta la diretta streaming di una consultazione per la ricerca di una maggioranza di governo. Pierluigi Bersani, allora segretario Pd, insieme a Letta da una parte e Vito Crimi e Roberta Lombardi dall’altra andavano in diretta sulla Rete. Di quel M5s, di quelli dello streaming, non è rimasto nulla, se non l’arroganza.

 

Lunedì al ministero dello Sviluppo economico s’è svolto l’ennesimo vertice su una delle vertenze più complicate degli ultimi anni, quella Ilva. In ballo 20 mila posti di lavoro e la produzione siderurgica nazionale. Una folla di cronisti aspetta in Via Veneto. Durante gli incontri, come sindacato, teniamo informati i nostri iscritti in tempo reale sull’andamento della trattativa: foto, video, tweet, WhatsApp. Prassi consolidata da anni. Non abbiamo avuto problemi né con nessun governo né con alcun ministro. Ancor meno pensavamo con quelli che avevano fatto una battaglia di trasparenza con lo “streaming”. Qualcosa però è cambiato.

 

Lo staff di Di Maio, mentre interveniva il segretario Fim-Cisl, Marco Bentivogli, mi ha impedito prima di fare una breve ripresa video con il cellulare del suo intervento, dicendomi che si potevano fare solo foto. E poco dopo, mentre stavo facendo le foto, vedo venirmi incontro un altro dello staff che mi dice: “No foto…”. “Ma come non eravate quello dello streaming, e ora manco una foto”, rispondo. Non finisce qui, a fine riunione, davanti alla porta che da l’accesso al corridoio che conduce al parlamentino dove si stava tenendo la conferenza stampa di Di Maio quattro dello staff mi impediscono di entrare: “Non si può”, mi dicono. E alla domanda “perché?”, non è seguita risposta. Guardo dunque la conferenza stampa in “streaming”. Sì, in streaming. Ma sulla pagina Facebook di Di Maio che si scatena contro il governo precedente e dice quello che vuole lui. Protetto dalla finta trasparenza dello streaming controllato.

 

Augusto Bisegna, Ufficio stampa Fim-Cisl

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    10 Agosto 2018 - 00:12

    Contrastandoli, criticandoli, si ottiene solo il prolungamento dell'agonia. Questi sono impermeabili a tutto, non c'è niente da fare. Invece bisogna lasciarli fare, anzi incentivarli e sollecitarli. Alla fine di tutto ci penserà la stessa canaglia rabbiosa che loro stessi hanno scatenato. È l'unico modo per liberarsene, per sempre.

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