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Fontana provoca sulla legge Mancino, ma sulla natalità ha proposte interessanti

La denatalità è una pesante ipoteca sulla crescita italiana. Proprio per questo è un errore paragonare le politiche pro nascite alla “campagna demografica” fascista

3 Agosto 2018 alle 16:14

Fontana provoca sulla legge Mancino, ma sulle nascite ha proposte interessanti

Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana (foto LaPresse)

Il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, ha una tendenza a combattere battaglie ideologiche su posizioni che appaiono spesso provocatorie, mentre sul piano degli interventi concreti propone misure interessanti. Per rifiutare l’accusa di razzismo che secondo alcune testate coinvolgerebbe l’intero popolo italiano, propone di abrogare la legge Mancino, che finora è stata sicuramente interpretata in modo estensivo con il rischio di essere trasformata in una limitazione della libertà di espressione, ma che nella sua ispirazione originaria di rifiuto dell’antisemitismo fascista resta valida. Contro Fontana si è schierato anche il cosiddetto “partito dei diritti civili”, che lo accusa di non voler estendere le norme vigenti sulle unioni civili o sulla depenalizzazione dell’aborto. In realtà gli appigli di queste campagne sono fragili, Fontana ha confermato che non intende intervenire su queste leggi, ma solo applicarle.

 

Il compito che si è assunto, quello di intervenire per fermare la curva della denatalità, invece è apprezzabile, soprattutto perché è di assai ardua realizzazione. Tutti sanno che la crisi demografica è, in una prospettiva di medio periodo, la più pesante ipoteca sulla crescita italiana. Non è solo un fenomeno italiano, basta guardare i dati della Spagna o del Giappone per rendersene conto, ma questo non può certo consolare.

 

Naturalmente la scarsa natalità ha varie cause, a cominciare dalla crescente età in cui si celebrano i matrimoni o comunque si avviano le fasi di convivenza, il che riporta (anche ma non solo) alle tematiche dell’occupazione giovanile, e dalla scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, visto che, contrariamente a quanto ritiene il senso comune, in occidente risultano più fertili le donne che hanno un lavoro rispetto alle casalinghe. Naturalmente su queste dinamiche deve intervenire la politica economica generale, ma ci sono aspetti più specifici che possono essere affrontati da un ministero della famiglia. Fontana ha spiegato che il sistema fiscale, che penalizza le famiglie monoreddito, rende più difficile la procreazione, che la scarsità di servizi per l’infanzia e il loro costo eccessivo, a cominciare dagli asili nido per arrivare alle merci per l’infanzia, rappresentano un freno e possono spingere a scelte abortive.

 

Una consapevolezza culturale

Aiutare le donne a non scegliere l’aborto non è un attacco alla legge sull’aborto (che peraltro prevede consultori indirizzati ad aiutare le donne nella scelta, non a favorire l’interruzione di gravidanza che non è riconosciuta come metodo contraccettivo), al contrario è un tentativo di applicarla correttamente. Non c’è nessuna ragione per intervenire sulle leggi e sui cosiddetti diritti civili, ma si può, anche se è tutt’altro che semplice, rimuovere o almeno ridurre gli ostacoli obiettivi che condizionano negativamente la natalità.

 

L’investimento sulla natalità è un investimento a medio termine, ma risulta essenziale ed è importante che questo tema dell’emergenza demografica, troppo a lungo trascurato, venga rimesso al centro di una politica economica e sociale. Si tratta di una tematica che, oltre alle iniziative specifiche di tipo assistenziale e fiscale, richiede una consapevolezza culturale diffusa. Chi si diverte nel gioco di cattivo gusto di assimilare le politiche pro nascite alla “campagna demografica” fascista (peraltro innestata in una situazione di tipo esattamente opposto, quando la natalità eccessiva provocava immensi processi migratori), magari approfittando di qualche goffaggine di Fontana, come quella sulla legge Mancino, fa prevalere una agitazione propagandistica sull’esame oggettivo della situazione nazionale.

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Commenti all'articolo

  • fiorevalter

    03 Agosto 2018 - 18:06

    sull'aborto bisognerebbe innanzitutto intervenire sulla piaga dei cosiddetti "medici obiettori" che in molte situazioni rendono di fatto inapplicabile quanto prevede la legge. La denatalità è un fenomeno diffuso in tutto l'occidente ricco, compresi paesi del nord europa che hanno un livello di welfare e di assistenza ben superiore al nostro; quindi la storia dei contribuiti alle famiglie (bonus bebé compreso) oltre a non essere certo un'invenzione di questo tizio, non servono e non serviranno a nulla perché non saranno degli sgravi fiscali o gli asili nido gratuiti a convincere una coppia a fare due o tre figli. Se poi vogliamo considerare "goffaggini" le uscite sulla legge Mancino, i gay, le famiglie arcobaleno, ecc. dobbiamo logicamente concludere che si tratta di un cretino: peccato che il suo capo approvi regolarmente queste "goffaggini"

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    • adebenedetti

      04 Agosto 2018 - 00:12

      ...si tratta di un cretino. Bastano queste parole per capire ......... Di contro ci sono ex direttori che scrivono di peggio. Un vero incitamento all`odio che nulla ha da invidiare ai fascisti di un tempo.

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    • joepelikan

      04 Agosto 2018 - 00:12

      Ma guarda, un altro adoratore delle vacche sacre LGBT...

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    • branzanti

      03 Agosto 2018 - 20:08

      Condivido integralmente il Suo intervento. E penso anch'io che parlare di goffaggini implichi una sottovalutazione delle "idee" di questo personaggio.

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    03 Agosto 2018 - 18:06

    Mi sia consentito nutrire qualche dubbio sulla “ispirazione originaria di rifiuto dell’antisemitismo fascista” che il buon (troppo) Sergio Soave attribuisce alla legge Mancino. Ma non è questo il punto. Il punto, per così dire, sta proprio nella (presunta) “interpretazione estensiva” che se ne è fatta: fosse stata mai veramente nella testa del legislatore e nell’applicazione dei giudici la (presunta) ratio di prevenire e perseguire l’ “incitamento all’odio”, si sarebbe “estensivamente” dovuta applicare anche per sanzionare gli oramai innumerevoli casi di ingiurie rivolte ad un membro non irrilevante dell’attuale governo, da taluno accusato senza mezzi termini di “razzismo” e “dis-umanità” di fronte al mondo intero…. La storia delle uova, con le imbarazzanti intemerate di politici e giornalisti più o meno illustri, è solo l’ultima frittata di lorsignori col ditino accusatorio sempre ritto verso “il nemico”. Per quel nulla che conta, personalmente sono veramente stufo.

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  • lorenzolodigiani

    03 Agosto 2018 - 17:05

    Mi pare che il fenomeno della denatalità nel nostro, come in altri paesi, ma soprattutto nel nostro, sia un dato di fatto acquisito, del quale si e’ già provato ad individuare le complesse ragioni. Questo rappresenta il primo passo per tentare di porvi rimedio. Confronti il ministro Fontana le sue ricette con altre senza imporre battaglie di retroguardia. Molte leggi sacrosante sono magari applicate in modo inadeguato: questo non giustifica cancellarle. Vale per la Mancini e per quella sulla tortura, invisa alla Meloni.

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