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Zuccaro, basta la parola

Per Travaglio il legame Ong-scafisti è “acclarato”, anche se non ci sono prove

11 Luglio 2018 alle 06:00

Zuccaro, basta la parola

Migranti a bordo della nave della ong Proactiva Open Arms (foto LaPresse)

Marco Travaglio sa, ma non ha le prove. Né sente il bisogno di procurarsele, per esaltare le fatiscenti indagini di Carmelo Zuccaro, il pm che sa e non ha le prove (ma ha le ipotesi). E così, nel suo sforzo quotidiano d’esibire finti distinguo per incensare il governo grilloleghista e sentirsi in pace con la sua coscienza di giornalista non tifoso, ieri si è esercitato sul tema della protesta delle “magliette rosse”. Tutta brava gente i seguaci di don Ciotti, ci mancherebbe, ma tutta gente vittima di un abbaglio, e anzi complice di un’operazione di “distrazione di massa”. Perché, dice Travaglio, i veri responsabili dei naufragi in mare “non sono questo o quel governo, ma i trafficanti di esseri umani”. E fin qui, tutto cristallino. Solo che, siccome la linea di Salvini e Di Maio è quella della criminalizzazione delle ong “taxi del mare”, Travaglio sente il bisogno di condannare, ça va sans dire, pure “alcune ong”, il cui “legame” con gli scafisti è “ormai acclarato e addirittura rivendicato dalle interessate”. Eccetera. Inutile sperare che, nel lungo editoriale, si possano rintracciare le evidenze che finora nessuno ha trovato. Gli basta dire che tutto ciò lo “segnala da due anni il procuratore di Catania”. Zuccaro, appunto. Le cui indagini, però, sono finite in un nulla di fatto, smentite da due diversi tribunali. E d’altronde è stato lo stesso Zuccaro, un anno fa, a dire, testualmente: “Ribadisco che le mie sono solo ipotesi che non hanno alcun riscontro probatorio”. Travaglio, però, difende il suo pm, che “si vede imputare il fallimento delle indagini come se non fosse stato lui a segnalare il Parlamento il meccanismo infernale che impedisce ai giudici di colpire i trafficanti di esseri umani”. Nel fantastico mondo di Travaglio funziona così: che i pm fanno le indagini, e se queste si risolvono in un castello di sabbia, la colpa è della casta dei politici che non dà ai giudici il potere di “colpire” i presunti colpevoli. Poco importa, peraltro, se oltre a quella di Zuccaro, anche l’inchiesta palermitana sul presunto legame tra ong e trafficantisi si sia conclusa con una archiviazione richiesta dalla stessa procura. Le “ipotesi” che piacciono al Fatto, d’altronde, sono vere a priori: non c’è bisogno che vengano provate.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    11 Luglio 2018 - 11:11

    A Il Pacco Quotidiano non esistono direttori, ma solo pataccari non ancora scoperti.

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