cerca

Conte, l'avvocato delle pseudoscienze

Riservato, devoto di Padre Pio, amante del bon vivre. Ma il coinvolgimento del possibile premier nel caso Stamina fa di lui un degno rappresentante del populismo scientifico del M5s 

22 Maggio 2018 alle 13:07

Conte, l'avvocato delle pseudoscienze

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte, colui che potrebbe guidare il primissimo governo di forze al 100 per cento populiste, di sé fa trapelare pochissime notizie. Dopo aver tuonato contro gli accademici a Palazzo Chigi, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i dioscuri della Terza Repubblica, hanno indicato al capo dello stato il nome di un professore ordinario di diritto civile, con natali pugliesi e una carriera, tutta universitaria, tra Roma e Firenze. Devoto di Padre Pio, amante del bon vivre, di lui una persona che lo conosce bene dice al Foglio: “La vicinanza ai Cinque stelle? Nel senso che Giuseppe frequenta soltanto ristoranti stellati, questo sì”. Impeccabile nei suoi abiti di alta sartoria, con l’immancabile pochette bianca nel taschino, del professore è proverbiale la riservatezza, non meno che l’abitudine cavalleresca al baciamano.

 

Sarà forse per questa penuria di particolari che i pochi disponibili, nelle ultime ore, sono esaminati sotto una lente d’ingrandimento. Per esempio, certi incarichi extraitaliani, accennati in modo succinto nel curriculum vitae e riportati con enfasi dalla stampa, si stanno trasformando in un boomerang mediatico. Con il titolo, un po’ vago, di “perfezionamento studi giuridici” il professore elenca una carrellata di atenei stranieri dove avrebbe studiato, il condizionale è d’obbligo. Secondo il New York Times, l’uomo che potrebbe guidare il “governo anti-establishment nella quarta economia più grande dell’Unione europea” è un docente di diritto poco conosciuto, del quale Di Maio ha evidenziato il profilo di self-made man proveniente dalla “periferia di questo paese”, ma il cui nome, specifica il quotidiano, è assente dagli archivi della New York University. Secondo Jason Horowitz, corrispondente dall’Italia, la portavoce dell’ateneo a stelle e strisce ha chiarito che “una persona con questo nome non compare nei nostri archivi né come studente né come membro di facoltà”, perciò l’unica ipotesi è che Conte abbia seguito un mini-programma di un paio di giorni per il quale “la scuola non tiene registri”. Nella sezione straniera del cv del futuribile premier è indicato pure l’International Kultur Institut viennese dove il prof. avrebbe “perfezionato” gli studi giuridici nel 1993. La formula, anche qui, è criptica, ma gli implacabili fustigatori della rete fanno notare che un istituto con quel nome non esiste, esiste invece l’Internationales Kulturinstitute, scuola che specializza nell’insegnamento del tedesco come lingua straniera, insomma il diritto non c’entra…

 

Ma una scoperta ancora più imbarazzante riguarda le posizioni assunte dal professore sul caso Stamina, il trattamento privo di validità scientifica sponsorizzato da un ciarlatano, Davide Vannoni, poi condannato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla somministrazione di farmaci difettosi (lo stesso, dopo aver patteggiato una pena a ventidue mesi di carcere, è stato di nuovo arrestato, lo scorso anno, con l’accusa di aver proseguito la fake terapia in Georgia). Adesso si scopre che nel 2013 Conte era il legale della famiglia di Sofia, la bimba affetta da una rara patologia neurodegenerativa divenuta il simbolo della lotta per l’accesso alle pseudocure, e di una bruciante illusione. Sofia è scomparsa lo scorso 31 dicembre, i suoi genitori adesso bollano Vannoni come un “millantatore”, eppure cinque anni fa, con l’assistenza legale di Giuseppe Conte, la famiglia si batteva in sede giudiziaria per ottenere il via libera da un giudice di Livorno.

 

Già all’epoca il metodo Vannoni era contestato dalla comunità scientifica per la mancanza di prove circa la sua efficacia, un tribunale di Firenze respinge il ricorso dei genitori. Conte però individua un escamotage per trasferire l’iniziativa a Livorno e consiglia alla famiglia di fissare la residenza in quella provincia. Il papà di Sofia dichiara di avere vissuto lì “stabilmente nell’ultimo anno e mezzo dalla diagnosi di Sofia”. Nello stesso anno, sotto una pressione mediatica incessante, il governo autorizza per decreto, con conversione in legge da parte del Parlamento, la sperimentazione del trattamento e la prosecuzione delle cosiddette “cure compassionevoli”. Il M5s si schiera a favore di Stamina: il 20 maggio 2013, intervenendo in aula, il deputato grillino Andrea Cecconi, capogruppo nella Commissione Affari sociali, dichiara: “Il Movimento ritiene che il metodo Stamina sia efficace” e alla fine il decreto Balduzzi viene approvato anche con i voti di Pd e Pdl. Conte non si sarebbe limitato al ruolo di legale. Come riporta il manifesto, il professore, citato a più riprese anche nei servizi televisivi de Le Iene, compare tra i promotori di una onlus battezzata con il nome Voa Voa, dal titolo del libro scritto dalla madre di Sofia e istituita nel pieno del caso Stamina per sostenere la “libertà di cura”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi