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Verso le dimissioni di Renzi. Delrio candidato numero uno per traghettare il Pd

Mentre circolano rumors di possibili dimissioni del segretario democratico, il ministro delle Infrastrutture è in vantaggio alla Camera a Reggio, in un'Emilia Romagna che si sveglia non più rossa

5 Marzo 2018 alle 11:04

Verso le dimissioni di Renzi. Delrio candidato numero uno per traghettare il Pd

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, all'assemblea degli amministratori del PD si è svolta nella Sala dei 500 del Lingotto di Torino (LaPresse)

Da fonti del Partito democratico si apprende che Matteo Renzi non parlerà con la stampa prima di "alcune ore" per commentare i dati delle elezioni politiche. Ma già i rumors di possibili dimissioni del segretario democratico iniziano a circolare. Il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ha un'idea su chi potrebbe essere il "candidato numero uno per traghettare il Pd": il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio che per ora (mancano solo 15 seggi) è in vantaggio alla Camera a Reggio Emilia, in un'Emilia Romagna che si sveglia non più rossa. 

 

 

Stop anche per il ministro dell'Interno Marco Minniti nel collegio Camera di Pesaro, terzo con il 27,89 per cento con 246 sezioni su 301 scrutinate. Stessa situazione per la ministra della Difesa Roberta Pinotti, al 26,72 per cento nel collegio Senato di Genova, con 424 sezioni scrutinate su 566. Solo secondo nel collegio Camera di Ferrara il titolare dei Beni culturali Dario Franceschini, al 29,12 quando mancano da scrutinare soltanto due delle 330 sezioni.

 

Staccano direttamente il biglietto per Montecitorio, senza dover quindi aspettare il recupero nel proporzionale, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che a Siena è al 36,18 per cento, quando sono state scrutinate 279 sezioni su 293; il titolare delle Infrastrutture Graziano Delrio, in corsa a Reggio Emilia, che si attesta al 35,9 per cento con 180 sezioni su 205 scrutinate; il ministro per lo Sport Luca Lotti, al 40,54 per cento nel collegio di Empoli con 9 sezioni delle 260 complessive da scrutinare; il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che a Modena ottiene il 36,9 per cento con lo spoglio ultimato in 234 sezioni su 275.

 

Stop invece nel collegio uninominale Camera di Sassuolo per il ministro della Coesione territoriale Claudio De Vincenti, terzo al 27,64 per cento con una cinquantina di sezioni ancora da scrutinare. In ritardo anche il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, che nel collegio Senato di Pisa insegue con il 31,58 per cento la candidata del centrodestra Rosellina Sbrana, che si attesta al 33,21 per cento, quando per ultimare lo spoglio mancano ancora 69 delle 502 sezioni. Premiata il ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia, avviata all'elezione nel collegio Camera di Roma 2, che si attesta al 37,48 per cento quando mancano una ventina di sezioni al completamento dello spoglio, contro il 33 di Maria Teresa Bellucci del centrodestra.

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Commenti all'articolo

  • italianiallestero

    05 Marzo 2018 - 18:06

    Quanto a sinistra sia effettivamente debole ce lo dimostra proprio Renzi che pensa di sgombrare il campo alla prima battaglia persa. I risultati elettorali sono lo specchio di un elettorato perso, in balia di una sinistra piu debole di coloro che vorrebbe proteggere e di una destra che non sa piu come reinventarsi. E cosi gli stellati guadagnano i voti di convinti europeisti, di chi in Europa proprio non ci vuole pi# stare e di coloro che non reputano la questione sia poi cos= essenziale. E al popolo italiano cosa rimane_ Non molto, se Renzi decide di abbandonare. Caro Renzi non vedi che il popolo italiano ti vuole dare una lezione_ hai fatto bene ma devi fare meglio. E prima ti rialzi meglio [ per tutti.

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  • Giovanni

    05 Marzo 2018 - 16:04

    Reputo le eventuali dimissioni di Renzi un vero e proprio suicidio politico non tanto del Segretario quanto del PD stesso che si avvierebbe alla completa scomparsa dal quadro politico italiano. Lo dimostra se fosse necessario lo scarsissimo risultato elettorale del Leu. La sinistra di stampo vetero-comunista è ormai una mummia in totale disfacimento. In Italia manca un grande partito socialdemocratico ed è quello che ha tentato di fare Renzi che ha commesso vari errori ma che a mio avviso ha intravisto la strada giusta. Ora i partiti populisti hanno il loro momento di gloria ma non dureranno molto e Renzi continui a far evolvere il partito in qualcosa di "bello"

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  • luigi.desa

    05 Marzo 2018 - 12:12

    Ed io che continuo a pensare che grande errore fu di Renzi dare le dimissioni da primo ministro dopo la smusata del referendum .Il referendum era una proposta politica ( tra l'altro molto opportuna) non un atto politico e nessuna relazione aveva con l'azione di governo che lo riconoscono tutti fu positiva .

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  • DBartalesi

    05 Marzo 2018 - 12:12

    "Silenzio parla Agnese"

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