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Le liste del M5s e l'altro lato della gogna

Redazione

Perché è naturale che i professionisti anti molestie siano nelle liste di Grillo

Il metodo delle “Iene” era già ampiamente conosciuto: prendi una teoria pseudoscientifica o anche soltanto una palese scemenza e spari tutto in prima serata. Il metodo meno noto, almeno finora, appartiene invece al M5s e riguarda il riciclo dei rifiuti, pardon, degli scandali. Tra le possibili candidature del partito di Grillo alle prossime elezioni politiche c’è anche Dino Giarrusso, la Iena che su Italia1 ha raccontato il caso Fausto Brizzi e le presunte molestie. Giarrusso, intervistato ieri dalla Stampa non ha smentito l’indiscrezione: “Confermo che ci sono stati contatti con il M5s durante le feste. Ma siamo all’alba della possibilità di una mia candidatura. Se ne è parlato in maniera informale. Certo, dopo l’uscita di questa notizia, è una valutazione che dovrò fare in tempi più veloci del previsto”. Giarrusso ha spiegato che se decidesse di candidarsi sarebbe in buona compagnia, elencando altri colleghi che sono scesi in campo in altre occasioni: “Lilli Gruber, Michele Santoro, Piero Marrazzo, Piero Badaloni, Antonio Polito, Paolo Guzzanti, dimentico qualcuno? Purtroppo sembra che il problema sia solo il M5s: se ti candidi con loro vieni subito additato”. Il problema in realtà è che il partito di Grillo ha sempre dimostrato una certa difficoltà a gestire politicamente il dissenso giornalistico. E i giornalisti che fanno parte del M5s, come Rocco Casalino, sono addetti stampa, non serve a nulla indicarli come esempio per testimoniare che anche il M5s ha tanti amici giornalisti, “ma…”.

  

Non solo, tra le aspiranti parlamentari ci sarebbe anche Claudia Federica Petrella, tra le attrici intervistate dallo stesso Giarrusso. A parti invertite, i complottisti avrebbero già inondato Internet di teorie: non è che quella delle Iene e di Giarrusso era tutta propaganda politica in nuce contro un regista amico di Renzi e frequentatore delle Leopolde, da spendere in campagna elettorale? Chissà. Qui ci si limita a constatare che al M5s piace riciclare gli scandali altrui per farci politica. Laddove si dimostra che l’ex movimento, ormai partito a tutti gli effetti, non ha nulla di nuovo, visto che preferisce la solita strategia del fango e del ventilatore. Meglio se in diretta televisiva. Tutto si tiene e alla fine insomma Iene e M5s rischiano di ritrovarsi abbracciati insieme. Una strada un po’ lunga, a tratti tortuosa. Un giro de Beppe.

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