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“Al Cav. porto una cosa seria”. Parla Lupi

“Niente animalisti e niente circo. Ma un partito centrista con Fitto e con Tosi. Salvini? Ci parlo”, cosa ci ha detto l’ex ministro

14 Dicembre 2017 alle 06:00

“Al Cav. porto una cosa seria”. Parla Lupi

Maurizio Lupi (foto LaPresse)

Roma. “L’espressione quarta gamba proprio non mi piace”, dice Maurizio Lupi, nel giorno in cui l’alleanza tra Berlusconi e Salvini sembra saltare per aria. “Già si è passati dai ‘petali’ alle ‘gambe’. Ci manca che finisci col diventare una ‘zeppetta’, una di quelle che la zia mette sotto il tavolo traballante. Io non sono una zeppa”. E l’ex ministro, dopo il divorzio con Angelino Alfano, che resta nel centrosinistra, adesso lavora alla nuova alleanza con Silvio Berlusconi. “Ma su basi dignitose”, spiega. “Politiche”, aggiunge. E con dei compagni di strada selezionati.

  

Spiega insomma Lupi: “Avrei voluto che Alleanza popolare corresse da sola. L’avevo chiesto anche ad Alfano. Ma è andata male. E sono rammaricato. Ma se adesso devo usare il rammarico per riempire una lunga panchina disomogenea, per fare la ‘zeppetta’, non sono interessato”. E d’altra parte è questo che si profila, accanto a Silvio Berlusconi, in un quarto cantuccio, ricavato nell’alleanza tripartita con Matteo Salvini e Giorgia Meloni: partito dei cani e dei gatti, partito dei pensionati, partito degli imprenditori, partito degli ex Dc, partito dei giovani… Molti di questi non hanno neanche voti. Lupi questo lo sa. E infatti dice che “in un’aggregazione politica contano due cose: l’omogeneità e il radicamento sul territorio. Se mischi insieme le mele con le pere, e per giunta non hai i voti, non vai da nessuna parte”. E qualsiasi riferimento alla cosiddetta “quarta gamba” è puramente voluto. Ma allora chi ha caratteristiche di omogeneità e di radicamento sul territorio? Con chi Maurizio Lupi vuole comporre il quarto partito del centrodestra, quello del centro moderato? “Raffaele Fitto”, risponde lui. Ecco il primo compagno di strada. 

    

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“Fitto una presenza sul territorio ce l’ha. Anche Flavio Tosi, in Veneto, ha una base territoriale. In Sicilia c’è Saverio Romano… Voglio dire che quello che conta non è la somma di tanti, ma il tratto comune: territoriale e culturale”. E allora ecco il messaggio per l’amico Cavaliere: “Se tu fai vedere una panchina lunga venti persone, non vai da nessuna parte”. Salvini lo chiama mille piedi. “Salvini fa bene il suo mestiere. Spetta a noi non essere un mille piedi, o una ‘zeppetta’”. Ma Salvini pone anche un veto.

 

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Ma Salvini non vuole nessuno che sia stato in maggioranza con i governi del centrosinistra. Insomma non vuole Lupi. Che risponde così: “Il politico che mette veti non guarda al futuro”. E aggiunge, pragmatico: “E poi le cose sono due. O hai un partito del 51 per cento, e allora puoi stare da solo. O ti allei, capendo che le differenze portano forza”. Chissà se Salvini è d’accordo. E se Berlusconi invece facesse un nuovo predellino, un partito unico del Ppe? “Il Ppe italiano è anche il mio progetto”, risponde Lupi. “Ma c’è il tempo per una cosa del genere? Forse no. La soluzione realistica in questo momento è quella del complemento”. Dell’alleanza. Ammesso – e siamo sempre lì – che Salvini cambi idea. “Alle scorse amministrative Salvini mi chiese l’apparentamento a Monza, e io glielo diedi. Mi sono rimangiato la diversità e la mia idea di governo? No. Abbiamo solo capito che per il bene di quella città le nostre differenze potevano essere messe al servizio di un progetto. E abbiamo vinto”.

 

Modello Monza, allora? “Il modello è tutta la Lombardia”. Quindi voi moderati vi alleate con i populisti? “La politica deve incanalare la rabbia. Quando Bossi parlava di secessione e fucili era meno populista? Quell’elemento fu inserito nella democrazia parlamentare, portato al governo”. Addomesticato. “Fatto fruttare… Ma dipende sempre da cosa uno vuole fare: governare o abbaiare?”. Bel dilemma. Salvini cosa vuole? “Lui fa legittimamente la sua parte. E non mi preoccupa. Quello che mi preoccupa è il vuoto di offerta nell’aria popolare e conservatrice”. Il vuoto lo avverte anche Berlusconi? “Lui sa che la Lega è una ricchezza se si rafforza il centro”. Lo vedremo presto.

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