Calenda ci spiega la “solitudine” dei riformisti e perché non si candiderà

Il ministro al Foglio parla anche di Ilva, partiti in “fuga dalla realtà” e del rischio “spappolamento”

Calenda ci spiega la “solitudine” dei riformisti e perché non si candiderà

Carlo Calenda (foto LaPresse)

Nella giornata delle non candidature quella meno rumorosa, perché annunciata, ma più rilevante per le motivazioni è quella di Carlo Calenda. “Potevo fare l’ennesimo partitino, ma non migliorerebbe di un millimetro la situazione, è l’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno in questo momento”. Perché non in un partito esistente? “C’è un grande partito riformista in cui potrei stare e discutere di temi reali? Me lo sono chiesto. Pensavo potesse essere il Pd, ma non lo è e mi pare...

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Commenti all'articolo

  • giorgio.malago

    07 Dicembre 2017 - 15:03

    Apprezzo molto quanto dice il ministro e, si, è vero che il PD di Renzi non ha più coraggio ma è anche vero che i tentativi di innovazione e cambiamento sono stati massacrati da tutti, a cominciare da tanti dentro il PD e da subito ! Perciò sono pessimista su tutta la linea! Pia Costantini

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