La sindrome di Stoccolma di Mdp

Malmenati sistematicamente dai Cinque stelle, ma sempre alla rincorsa

La sindrome di Stoccolma di Mdp

Foto LaPresse

Non è bastata la figuraccia del 2013, quando Bersani tentò di organizzare un governo Pd-Cinque stelle in diretta streaming e ne uscì spernacchiato. Non è bastato neanche il feroce tweet del M5s di venerdì scorso: “Da qualche settimana siamo perseguitati da due stalker: Mdp (che sta per Mantenimento Della Poltrona) e Lega Nord… Con questa gente non vogliamo averci nulla a che fare”. Bersani e soci sono in preda alla sindrome di Stoccolma. Sabato scorso sul suo blog su HuffPost, Stefano Di Traglia, già portavoce di Bersani segretario del Pd, oggi in Mpd, ha scritto un post per indicare i “cinque indizi di un avvicinamento fra la sinistra e i Cinque stelle”. Segue elenco, dal lavoro (in commissione si dicutono una proposta di legge di Mdp e un’altra identica di Sinistra italiana, che prevedono la reintroduzione delle tutele dell’articolo 18) ai “contenuti” (“Su alcuni di questi sembrerebbero esserci meno distanze del previsto”, dice Di Traglia).

 

Nel giro di qualche ora è comparso sul blog di Grillo una risposta del deputato Davide Tripiedi per dire che “noi stiamo con i lavoratori, non con chi li prende in giro”. Le proposte di legge della sinistra infatti intendono “introdurre la sanzione della reintegrazione anche per le aziende con meno di 15 dipendenti”. Per quelli che “si dicono della sinistra, però, il problema è il numero dei dipendenti in azienda. Ebbene la verità è che la questione non è questa ma la reintroduzione delle norme previgenti al 2012 e al 2015. Si deve ritornare al vecchio articolo 18 perché è questo che proponiamo da sempre”. Quanti altri schiaffi ha bisogno Mdp per capire che con Grillo non c’è alcuna possibilità?

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