Un altro nord è possibile

Spoiler per gli spaventati. La Padania non esiste più, la nuova questione settentrionale è globale

Maurizio Crippa

Email:

crippa@ilfoglio.it

29 Ottobre 2017 alle 06:15

Un altro nord è possibile

Luca Zaia, governatore del Veneto, domenica scorsa, giorno del referendum consultivo sull’autonomia della regione (foto LaPresse)

Erano passati già due giorni dai referendum in Lombardia e Veneto e ancora poteva capitare – per carità di (piccola) patria non citeremo la fonte – di leggere frasi così: “Occorre allora fare un primo chiarimento tecnico. Questi due referendum non comportano la dichiarazione d’indipendenza”. Bastava aver letto, per tempo, i quesiti referendari. Fior di commentatori si sono esercitati sulla parola secessione, sul suo fantasma, sulle sue concrete possibilità, persino su quanto valga la “minaccia di Zaia”. Fino a Tommaso...

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  • lorenzopalermo

    30 Ottobre 2017 - 09:09

    In mezzo al mare di sciocchezze scritte dopo i referendum del nord, finalmente una terra solida alla quale aggrapparsi. Obiettivo centrato, concetti azzeccati. Sullo sfondo l'eterno problema italiano, dell'espressione geografica denominata Italia: che fare di un Meridione insieme vittima e protagonista della sua arretratezza? Per poter sopravvivere, la secessione dovrebbero farla loro, le popolazioni del sud, per consentire ai loro territori una ripartenza con attenuazione delle regole e del ritmo europeo, che loro non sono in grado di seguire.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    29 Ottobre 2017 - 14:02

    Il casino politico è proprio nella generalizzazione del problema a livello nazionale. Salvini, abbia fatto la mossa giusta, lo vedremo, ha tolto argomenti di propaganda spicciola, ma efficaci per le masse. Togliere la Padania, becera, razzista, egoista, indipendentista,, brutta e cattiva, dal proscenio, costringe gli avversari ad cercare nuovi motivi per demonizzare la Lega. Sarà interessante vedere cosa s'inventeranno.

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  • lorenzolodigiani

    29 Ottobre 2017 - 10:10

    Se, come Crippa ammette, Milano citta' traino dello sviluppo, ha avuto la piu' bassa affluenza al referendum, la distrazione dei suoi cittadini dovrebbe condurre i promotori a profonde ed oneste riflessioni.

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  • marcello.gasco

    29 Ottobre 2017 - 07:07

    Senza prpfonde analisi, che paion pippe cetebrali, la questione del Nord è assai semplice: per stare al passo recuperando efficienza anche dalla amministrazione pubblica, vanno cambiate norme e comportamenti. È convinzione dei milanesi che con questa configurazione di Stato ciò sia impossibile perché ci si deve assoggettare a regole pensate per Roma e dintorni, cioè per un contesto arretrato, ibernato nel passato, mentre il mondo avanza a passo di corsa. Per progredire occorre staccarsi, prendere medicine diverse.

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