Grasso lascia il gruppo del Pd e studia da candidato premier della sinistra

Il presidente del Senato esprime così il proprio dissenso dal partito. Speranza (Mdp): “La politica ha bisogno di buoni esempi. Avanti sul progetto che proprio lui ha indicato nel suo intervento a Napoli”

Grasso lascia il gruppo del Pd e studia da candidato premier della sinistra

Piero Grasso (foto LaPresse)

Lo avevano indicato come possibile candidato alle Regionali siciliane del prossimo 5 novembre, ma Pietro Grasso aveva rifiutato spiegando che i suoi “doveri istituzionali di presidente del Senato, sono, se possibile, ancor più stringenti in questo momento”. Immaginava, l'ex magistrato, che non sarebbe stato un autunno semplice. O forse, più semplicemente, stava già pensando all'appuntamento elettorale del prossimo anno. E alle sue possibilità di poter ambire ad un posto di primo piano.

 

Anche per questo, quando alla festa di Mdp di Napoli Grasso aveva “infiammato le folle”, in molti avevano elaborato il più semplice dei sillogismi: ecco il candidato premier della sinistra a sinistra del Pd. Altro che Giuliano Pisapia, altro che Pier Luigi Bersani, Massimo D'Alema e Roberto Speranza. L'uomo è lui.

 

In politica, si sa, nulla è vero finché non accade. E quindi, dopo i primi facili entusiasmi, la candidatura di Grasso-premier, complici anche le continue lotte intestine interne alla sinistra, era passata in secondo piano. Almeno fino ad oggi quando, dopo l'approvazione del Rosatellum, il presidente del Senato ha annunciato la sua decisione di lasciare il gruppo del Pd e di iscriversi al gruppo Misto. Che Grasso non si trovasse a suo agio nel Pd renziano è cosa nota, ma il cambio di oggi lo iscrive, di diritto, al partito degli oppositori del segretario. Se non addirittura a quello degli "scissionisti". Certo, rivestendo una carica istituzionale, il suo non sarà un dissenso che si manifesterà nei momenti delicati che arriveranno da qui alla fine della legislatura. Ma ha comunque la possibilità di gestire l'aula e condizionare i lavori di Palazzo Madama. Il che, di questi tempi, non è poco.

 

Lui per ora non spiega e non commenta. In compenso Roberto Speranza esulta: “Chi serve lo Stato si trova spesso dinanzi a scelte difficili ed è proprio per questo che apprezzo il senso delle istituzioni sempre dimostrato dal Presidente del Senato. Rispetto profondamente la decisione di lasciare il gruppo del Pd dopo le ultime gravissime scelte compiute. La politica ha oggi più che mai bisogno di buoni esempi. Noi continueremo ad impegnarci per dare vita a quel progetto visionario a cui proprio
Pietro Grasso ha fatto riferimento nel suo intervento a Napoli”. Se non è un'investitura ufficiale, poco ci manca.

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Commenti all'articolo

  • ales1950

    03 Novembre 2017 - 17:05

    bravo grasso: grande fiutatore, ma, forse, confonde gli odori

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  • clodix1

    27 Ottobre 2017 - 01:01

    Il ''progetto visionario'' e' quello di far perdere il PD e favorire 5stelle e destre. Non e' male.

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  • carlo.trinchi

    26 Ottobre 2017 - 23:11

    Povera sinistra sinistra. Da sempre, quando vogliono darsi una faccia di bronzo garantista sempre si rivolgono ai burocrati. La domanda è: perché non vi fate un esame di coscienza e cambiate verso?

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