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Mdp non digerisce i voti di fiducia ed esce dalla maggioranza

Sul Rosatellum bis il governo blinda come previsto il testo al Senato ponendo cinque fiducie. La sinistra attacca, il M5s occupa i banchi del governo

24 Ottobre 2017 alle 18:41

Mdp non digerisce i voti di fiducia ed esce dalla maggioranza

foto LaPresse

Roma. Sono cinque i voti di fiducia chiesti sul Rosatellum bis. Si inizierà a votare da domani alle 14, mentre il voto finale è atteso per giovedì alle 12. E così Mdp lascia la maggioranza: “Noi votiamo contro queste fiducie e quindi come Mdp usciamo anche formalmente da questa maggioranza”, dice la capogruppo di Articolo 1-Mdp Cecilia Guerra lasciando la conferenza dei capigruppo che è stata convocata per mettere a punto il calendario dei lavori del Senato sulla legge elettorale.

 

Non solo: i grillini hanno occupato i banchi del governo per protesta. “Il governo Gentiloni – dice il senatore dei Cinque Stelle Vito Crimi – ha chiesto 5 voti di fiducia sulla legge elettorale: di fatto ha blindato un testo incostituzionale per portarlo a casa il prima possibile, mentre la legge che abolisce i vitalizi la fanno marcire in Commissione. Oggi il governo ha mostrato da che parte sta: non dalla parte dei cittadini, né delle istituzioni, ma solo dalla parte dei partiti e della Casta”.

David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Su Twitter è @davidallegranti.

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Commenti all'articolo

  • ANIWAY75

    25 Ottobre 2017 - 12:12

    Piccola osservazione: Gli unici che possono dichiarare, per legge, che la nuova legge elettorale è incostituzionale sono il Presidente della Repubblica (in prima istanza) e la Corte Costituzionale. Per cui sarebbe ora che tutti i politici, di maggioranza e di opposizione, la smettano di considerare i loro discutibili punti di vista come delle indiscutibili verità.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    24 Ottobre 2017 - 21:09

    Quelli che escono dalla maggioranza e quelli che okkupano i banchi del governo, sono i prototipi degli sfacisti qualunquisti e dei peggiori populisti possibili. Ho fatto, per più volte lo scrutatore e presidente di Seggio ai bei tempi della Prima Repubblica, quella con le preferenze, quella in cui le donne in lizza erano il 5% del totale, quella in cui, si racconta, mentendo, che gli elettori "sceglievano" i propri candidati. Non è vero! I primi dieci di ogni lista sormontata dal simbolo del partito di riferimento, li sceglievano le rispettive segreterie e i voti al partito, l'85% delle schede non conteneva alcun voto di preferenza o si assisteva alle comiche di preferenze attribuite ad amici e conoscenti che neppure figuravano nella liste, andavano automaticamente ai primi delle liste. Ma come si fa a spiegarlo alle masse ubriacate di slogan, suggestioni e … d’ignoranza?

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  • Giovanni Attinà

    24 Ottobre 2017 - 19:07

    Anche se non simpatizzo per Mdp è il minimo che si possa fare per un governo che ricorre alla fiducia per una legge elettorale per niente democratica con i soliti nominati. Questa è l'Italia politica di maggioranza che non merita alcuna fiducia e disprezza le regole della democrazia

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