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Mdp non digerisce i voti di fiducia ed esce dalla maggioranza

Sul Rosatellum bis il governo blinda come previsto il testo al Senato ponendo cinque fiducie. La sinistra attacca, il M5s occupa i banchi del governo

24 Ottobre 2017 alle 18:41

Mdp non digerisce i voti di fiducia ed esce dalla maggioranza

foto LaPresse

Roma. Sono cinque i voti di fiducia chiesti sul Rosatellum bis. Si inizierà a votare da domani alle 14, mentre il voto finale è atteso per giovedì alle 12. E così Mdp lascia la maggioranza: “Noi votiamo contro queste fiducie e quindi come Mdp usciamo anche formalmente da questa maggioranza”, dice la capogruppo di Articolo 1-Mdp Cecilia Guerra lasciando la conferenza dei capigruppo che è stata convocata per mettere a punto il calendario dei lavori del Senato sulla legge elettorale.

 

Non solo: i grillini hanno occupato i banchi del governo per protesta. “Il governo Gentiloni – dice il senatore dei Cinque Stelle Vito Crimi – ha chiesto 5 voti di fiducia sulla legge elettorale: di fatto ha blindato un testo incostituzionale per portarlo a casa il prima possibile, mentre la legge che abolisce i vitalizi la fanno marcire in Commissione. Oggi il governo ha mostrato da che parte sta: non dalla parte dei cittadini, né delle istituzioni, ma solo dalla parte dei partiti e della Casta”.

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Commenti all'articolo

  • ANIWAY75

    25 Ottobre 2017 - 12:12

    Piccola osservazione: Gli unici che possono dichiarare, per legge, che la nuova legge elettorale è incostituzionale sono il Presidente della Repubblica (in prima istanza) e la Corte Costituzionale. Per cui sarebbe ora che tutti i politici, di maggioranza e di opposizione, la smettano di considerare i loro discutibili punti di vista come delle indiscutibili verità.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    24 Ottobre 2017 - 21:09

    Quelli che escono dalla maggioranza e quelli che okkupano i banchi del governo, sono i prototipi degli sfacisti qualunquisti e dei peggiori populisti possibili. Ho fatto, per più volte lo scrutatore e presidente di Seggio ai bei tempi della Prima Repubblica, quella con le preferenze, quella in cui le donne in lizza erano il 5% del totale, quella in cui, si racconta, mentendo, che gli elettori "sceglievano" i propri candidati. Non è vero! I primi dieci di ogni lista sormontata dal simbolo del partito di riferimento, li sceglievano le rispettive segreterie e i voti al partito, l'85% delle schede non conteneva alcun voto di preferenza o si assisteva alle comiche di preferenze attribuite ad amici e conoscenti che neppure figuravano nella liste, andavano automaticamente ai primi delle liste. Ma come si fa a spiegarlo alle masse ubriacate di slogan, suggestioni e … d’ignoranza?

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  • Giovanni Attinà

    24 Ottobre 2017 - 19:07

    Anche se non simpatizzo per Mdp è il minimo che si possa fare per un governo che ricorre alla fiducia per una legge elettorale per niente democratica con i soliti nominati. Questa è l'Italia politica di maggioranza che non merita alcuna fiducia e disprezza le regole della democrazia

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