Via libera alla manovra di bilancio. Ecco cosa prevede

Buona parte delle risorse sono vincolate per non far scattare l'aumento di tasse e Iva. Misure sociali e imprese si dividono il resto. Su Telecom e Vivendi passa il "golden power" 

16 Ottobre 2017 alle 18:30

Via libera alla manovra. Ecco cosa prevede

Ufficio stampa Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei ministri ha approvato questo pomeriggio il disegno di legge di Bilancio che dovrà ora essere presentato in Parlamento entro il 20 ottobre. Una "manovra snella, utile per la nostra economia", ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Nella stessa sede è stato anche approvato il decreto ministeriale per esercitare i poteri previsti dal golden power su Telecom Italia.

La manovra vale nel suo complesso 20 miliardi di euro ma oltre tre quarti delle risorse risultano impegnate per bloccare l'aumento dell'Iva previsto per il 2018: si tratta di 15,7 miliardi di euro, necessari per sterilizzare le clausole di salvaguardia. Quello che rimane, 4,3 miliardi di euro, sarà diviso tra misure sociali e sostegno alla crescita. Da una parte sgravi fiscali per incentivare l'occupazione giovanile, con il taglio del cuneo fiscale nel caso di nuove assunzioni, l'incremento del fondo per la povertà, il potenziamento degli assegni per i figli a carico e l'aumento degli stipendi per gli statali. Dall'altra le imprese, con la conferma del superammortamento – seppure con un aliquota ridotta al 130 per cento – e dell'iperammortamento. Per il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan la manovra certifica "un punto di svolta". Le risorse "sono limitate ma ben indirizzate" e quindi porteranno una "crescita non solo robusta ma anche inclusiva". Ecco nel dettaglio le principali voci della manovra.

  

   

Iva e tasse - E' il principale campo d'azione della legge di Bilancio, che ha impegnato 15,7 miliardi di euro. "Evitare gli aumenti dell'Iva e l'introduzione di nuove tasse, è un obiettivo raggiunto", ha detto il premier Paolo Gentiloni nel corso della conferenza stampa al termine del consiglio dei Ministri.

  

Imprese - "C'è la convinzione che l'Italia sia uscita da una fase di crisi e recessione molto importante, la più seria dal dopoguerra ed entri in una fase nuova in cui serve il sostegno alla produttività con investimenti pubblici accresciuti nel medio termine", ha spiegato il ministro dell'Economia. Per questo sono previste "misure di sostegno alle imprese private, con superammortamento, iperammortamento e fondo di garanzia". 

   

Rinnovo dei contratti statali - Il governo ha mantenuto "l'impegno preso per il contratto del pubblico impiego: è un risultato importante –ha sottolineato Gentiloni – e una risposta a chi lo chiede da tanti anni, come le organizzazioni sindacali". Su Twitter, anche il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia ha comunicato 

  

Nuove assunzioni - E' previsto uno sgravio fiscale del 50 per cento sui contributi di ogni nuovo assunto con contratto a tempo indeterminato; la percentuale sale al 100 per cento nel sud Italia. La misura – valida per tre anni dall'assunzione – sarà applicata ai giovani fino a 34 anni durante il 2018 mentre negli anni a seguire si abbasserà il limite di età. La manovra prevede anche l'assunzione di 1.500 ricercatori: "Dopo molti anni si torna a dare linfa vitale all'Università, il paese può e deve investire in capitale umano", ha detto Padoan in conferenza stampa.   

  

Politiche sociali - Nella manovra c'è "un ampio capitolo di politiche sociali, un rafforzamento del reddito di inclusione", ha detto Padoan, aggiungendo che sono previste anche "una serie di misure a favore delle famiglie". Tra queste il potenziamento degli assegni per i figli a carico e l'incremento del fondo per la povertà.  

   

Pensioni - "Ci sono diverse misure che riguardano forme di incentivazione all'anticipo pensionistico", ha detto Gentiloni, spiegando che sono previste "condizioni particolari delle lavoratrici nell'ambito dell'ape sociale" e dei lavoratori con contratto a termine.

  

Ecobonus - Rinnovata anche per il 2018 la detrazione fiscale per i lavori edili che migliorano l'efficienza energetica degli edifici. Lo sconto fiscale sarà più basso degli anni scorsi, passando dal 65 per cento al 50 per cento per finestre e caldaie ma potranno usufruirne anche agli incapienti, grazie alla possibilità di cessione del credito. 

  

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