Alfano stoppa lo ius soli: "No regali alla Lega"

Il ministro conferma che non sosterrà altre discussioni sulla legge. Critiche dal Pd: "Il tempo giusto per approvarla è questo, serve per favorire l'integrazione"

26 Settembre 2017 alle 19:17

Alfano stoppa lo ius soli: "No regali alla Lega"

Maurizio Lupi e Angelino Alfano alla direzione del partito (foto LaPresse)

Si inseguono più i populisti se si vota lo ius soli o se non lo si vota? Se lo si fa subito o se lo si rinvia alla prossima legislatura? La chiusura che arriva dal partito di Angelino Alfano sul testo di legge in discussione al Senato – quello che sul diritto di cittadinanza per gli immigrati che nascono in Italia – e la successiva replica piccata di Pd e Mdp, riassumono perfettamente i due mondi opposti che si stanno dando battaglia sull'opportunità politica (e non solo) di approvare in tempi brevi lo ius soli.

 

Ap ribadisce il proprio No a qualsiasi discussione ulteriore in Parlamento, mentre il Pd rilancia e spinge per arrivare comunque a raccogliere i voti che gli darebbero la maggioranza dell'Aula. Un'ipotesi al momento poco concreta visto l'avvertimento che arriva da Ap: se chiamati a esprimere la fiducia, i ministri di Alfano voteranno No. È il messaggio che la direzione del partito, alleato di governo del Pd, invia a Gentiloni. Secondo Alfano, "una cosa giusta può diventare sbagliata in un tempo sbagliato. Finirebbe per essere un regalo alla Lega", un'obiezione già sollevata dal ministro degli Esteri nelle settimane scorse. E a cui ha fatto eco Maurizio Lupi (che da proprio oggi è stato nominato coordinatore nazionale di Ap): "Serve una legge, ma una buona legge. Ora sarebbe un errore avere altre forzature in Parlamento sullo ius soli. Per noi si tratta di una questione chiusa". L'ipotesi di ancorare il testo di legge a un voto di fiducia, ha spiegato Lupi, al momento non esiste, perché "il presidente Gentiloni, che ha dimostrato più volte responsabilità, sa che da qui a dicembre le priorità sono altre".

 

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Ma la teoria del "tempo giusto" e di "quello sbagliato" per votare il testo di legge non piace al Pd, che ha criticato la chiusura di Alfano. "Non è vero che non è questo il momento propizio" per approvare lo ius soli, ha dichiarato il portavoce della segreteria del Pd, Matteo Richetti. "Il momento giusto è proprio questo perché – ha spiegato – lo ius soli è lo strumento per garantire integrazione e su questo noi non ci spostiamo di un millimetro. Lo votiamo con chi ci sta". Insomma il Partito democratico prova il muro contro muro, e si riallinea in questo modo alle posizioni di Mdp. "Inseguire la Lega sullo ius soli significa solo tirarle la volata. I diritti di 800mila persone contano molto di più delle parole di Alfano", ha twittato Roberto Speranza. Il dubbio è su quale dei due schieramenti stia davvero facendo il gioco dei populisti.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    28 Settembre 2017 - 09:09

    Alfano e' stato ministro dell'interno, ora e' ministro degli Esteri. In quale paese democratico tali importantissime cariche di governo sono occupate da un leader politico che lotta per raccogliere il 2 virgola qualcosa di consensi elettorali? Poi dice che la Costituzione più bella del mondo si regge sulla sovranità popolare.

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  • luigi.desa

    27 Settembre 2017 - 17:05

    La porta della stalla l'abbiamo quasi chiusa e ormai è piena di ospiti non invitati. Il dibattito su lo ius soli ( ma chi l'ha inventato spacciandolo per un istituto di diritto romano?) è sterile e ipocrita. In italia circolano centinaia di migliaia di fantasmi che devono essere regolarizzati ,urge estendere la cittadinanza a tutti gli immigrati facendo così emergere le infinite identità non accertate .Non è quistione etica nè di civiltà argomentazioni farlocche per far digerire piatti indigesti ,è pragmatismo. Facciamo come negli altri paesi più progrediti del nostro ,accogliamoli e mettiamoli nei ghetti .Prendendo esempio per dire dalla super civile Svezia.

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  • Giovanni Attinà

    27 Settembre 2017 - 10:10

    Non si comprendono i motivi dell'insistenza del Pd sull'approvazione dello jus soli. Evidentemente si cercano consensi elettorali di riconoscenza, ma non è così che si affrontano i problemi. La cittadinanza bisogna meritarsela e non riguarda solo la frequenza della scuola e la nascita.

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  • lorenzolodigiani

    26 Settembre 2017 - 21:09

    Alfano puo' avere ragione. Di certo non e' un leader, ma un follower.

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