Le firme false del M5s sono effettivamente false

Redazione

I grafologi hanno consegnato alla procura di Palermo la perizia sulle sottoscrizioni presentate per le comunali palermitane del 2012. Adesso si andrà verso la chiusura delle indagini

Sono effettivamente false le firme presentate dal M5s a sostegno della lista per le comunali palermitane del 2012. Le circa 200 sottoscrizioni esaminate a campione sono state considerate “apocrife” dai quattro grafologi nominati dalla procura di Palermo. I tre corposi volumi depositati oggi all'attenzione del procuratore aggiunto Bernardo Petralia e del sostituto Claudia Ferrari confermano le ipotesi investigative della Digos, che ha acquisito una serie di documenti dopo che alcuni indagati si erano rifiutati di sottoporsi al saggio grafico.

 

 

Ad apporre una fetta sostanziosa di firme, dunque, non furono i reali sostenitori grillini, ma alcuni dei 13 indagati dalla procura di Palermo. Tra loro ci sono anche i parlamentari nazionali Riccardo Nuti, Claudia Mannino e Giulia Di Vita. La ricostruzione del caso è stata possibile anche grazie a Claudia La Rocca e a Giorgio Ciaccio, parlamentari regionali siciliani anch'essi indagati ma “pentiti”: la loro testimonianza ha permesso ai magistrati di mettere insieme i tasselli dell'autogol grillino, nato per mettere una pezza a un errore formale che rischiava di invalidare la presentazione della lista. Dopo la consegna della perizia, adesso la procura di Palermo guidata da Francesco Lo Voi si avvierà verso la chiusura delle indagini.

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