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Ignazio Marino assolto dalle accuse di peculato e truffa

"Sono felice", commenta l'ex sindaco. Era coinvolto nel caso degli scontrini presentati al Campidoglio per ottenere i rimborsi spese e per i contributi alla onlus "Imagine".

7 Ottobre 2016 alle 12:48

Ignazio Marino assolto dalle accuse di peculato e truffa

L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino (foto LaPresse)

L'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato assolto dall'accusa di peculato, perché il fatto non sussiste, in relazione agli scontrini dei rimborsi presentati al Campidoglio, e dall'accusa di truffa, perché il fatto non costituisce reato, per i contributi alla onlus "Imagine".

 

La Procura aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi dell'ex sindaco, che ha commentato: "Sono felice, aspettavo questo esito perché sapevo di essere innocente. Ringrazio la giustizia - ha detto visibilmente commosso - di fronte ad accuse infamanti e a comportamenti dei media e della politica molto pesanti, è stata finalmente ristabilita la verità".

 

La sentenza è stata emessa dal gup dopo una camera di consiglio di appena 15 minuti. Marino, che aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato (che in caso di condanna avrebbe comportato lo sconto di pena pari a un terzo) rispondeva dei reati di peculato e falso in relazione all'utilizzo della carta di credito assegnatagli a suo tempo dall'amministrazione capitolina e di concorso in truffa per i compensi destinati a collaboratori fittizi quando il chirurgo del Pd era il rappresentante legale della 'Imagine', una Onlus fondata nel 2005 per portare aiuti sanitari in Honduras e in Congo. La vicenda degli scontrini faceva riferimento alla consumazione di 56 cene, per una spesa complessiva di 12mila euro, avvenute tra il 2013 e il 2015 in numerosi ristoranti di Roma e di altre città.

 

Quanto alla Onlus, Marino era accusato dalla Procura di aver predisposto tra il 2012 e il 2013 la certificazione di compensi riferiti alle prestazioni fornite da collaboratori fittizi o soggetti inesistenti, inducendo in errore, lui ed altri tre, l'amministrazione finanziaria e l'Inps e procurando alla Onlus un ingiusto profitto per complessivi 6mila euro consistito nell'omesso versamento degli oneri contributivi dovuti per le prestazioni lavorative. Per la Onlus, assolto Marino, il giudice ha rinviato a giudizio tre imputati che avevano scelto di essere giudicati con il rito ordinario: si tratta di Rosa Garofalo, Carlo Pignatelli e Federico Serra.

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