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Anche Padoan contro D’Alema sulla riforma della Costituzione

Il ministro dell’Economia del governo Renzi nel 1998 lavorava con Massimo D’Alema a Palazzo Chigi e ricorda i tempi della Commissione Bicamerale e del tentativo di riformare la Costituzione: “Io non sono cambiato, anzi, da quell’esperienza ho imparato molte cose, e posso dire che mi riconosco nelle politiche di allora”.

6 Ottobre 2016 alle 14:11

Anche Padoan contro D’Alema sulla riforma della Costituzione

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (foto LaPresse)

Intervistato dal Foglio lunedì scorso al Teatro Parenti, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan punzecchia il suo amico Massimo D’Alema sulla riforma della Costituzione.

 

Domanda del Foglio: “Lei nel 1998 lavorò con Massimo D'Alema a Palazzo Chigi e in quel periodo Massimo D'Alema creò la famosa Commissione Bicamerale, una delle tante, e provò a riformare la Costituzione. Il presidente del Consiglio dice che in quella riforma erano presenti molti elementi e molti aspetti che sono contenuti in questa riforma. Ora, lei al referendum costituzionale voterà Sì, D'Alema, come forse avrà sentito, sembra vagamente intenzionato a votare per il No. Chi è cambiato? E’ cambiato D'Alema, o è cambiato Padoan?".

 

Risposta di Padoan: “Io non sono cambiato, anzi, dall'esperienza che lei citava alla fine degli anni '90 con Massimo D'Alema io ho imparato molte cose, e posso dire che mi riconosco nelle politiche di allora e in molte delle politiche che il governo sta portando avanti. Se poi Massimo D'Alema sia cambiato, beh, dovrebbe chiederlo a lui”.

 

 

Domanda del Foglio: “Lei conferma che quindi in quella Commissione Bicamerale che lei ha seguito, anche se in maniera più defilata, erano presenti davvero molti elementi che oggi sono inseriti all'interno di questa riforma costituzionale?”.

 

Risposta di Padoan: “Io non farei tanti paragoni, prima dicevo una cosa più generale. Uno dei principi ispiratori della politica economica di quel governo era, per esempio il sostegno al merito, per esempio il sostegno alle liberalizzazioni, per esempio la lotta alla burocrazia, tutti valori che io riconosco nell'azione attuale e quindi credo che quello sia stato un valore importante, che in quel caso trovò l'opposizione da parte di alcuni attori politici e sociali, e che oggi invece il governo prova a portare avanti con maggiore efficacia”.

 

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