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Tra virgolette

Dibba, ma che stai a di’? Immergersi nella prosa della star a 5 stelle

L’occupazione della Rai, Orfeo e Caltagirone, i disoccupati toscani,  i pensionati liguri, i carabinieri del Molise, le Olimpiadi, l’olio tunisino, Jp Morgan, il complotto delle cliniche private e la “santa vittrice bandiera”.  Cos’è il grillismo spiegato con le parole del vero astro del M5.

9 Settembre 2016 alle 06:15

Dibba, ma che stai a di’? Immergersi nella prosa della star a 5 stelle

Alessandro Di Battista guarda Beppe Grillo durante la tappa conclusiva di #CostituzioneCoastToCoast (foto LaPresse)

Abbiamo sempre saputo che non sarebbe stato facile. Roberto (Fico) mi raccontava che il presidente del Consiglio avrebbe occupato militarmente la televisione pubblica, e poi ci infilano il canone in bolletta, e l’avrebbe fatto con una legge peggiore della legge Gasparri attraverso la quale il partito di governo piazza i direttori di rete, che a loro volta decido i direttori di telegiornale: Pd1, Pd2 e Pd3. Addirittura hanno confermato il direttore del Tg1, Mario Orfeo, proveniente dalla scuola di Caltagirone, perché dava uno spazio spropositato alle ragioni del Sì azzittendo le ragioni del No. E hanno mandato via Bianca Berlinguer dal Tg3 perché più o meno dava l’identico spazio. E allora ho pensato: o mi lamento su Facebook o mi invento un’idea. Mi sono messo in moto, ho comprato lo scooterone con i miei soldi e ho girato le piazze d’Italia. E oggi si chiude a Nettuno. La verità è soltanto una e ruota attorno alle Olimpiadi, poi qualche errore lo facciamo ma è normale, nessuno è perfetto. [...]

 

Quando qualcuno scrive che stiamo vivendo qualche ora di difficoltà, io volo alto perché ho fatto 4 mila chilometri e  so che la difficoltà gli italiani la stanno vivendo ogni giorno. In Toscana la vivono gli ex operai perché non c’è un reddito di cittadinanza che gli salva la vita. Poi si va su in Liguria e lì ci sono tanti pensionati da 440 euro al mese e in Parlamento ci giudicano pensionati da 90mila euro al mese. E da lì ho tagliato tutta la pianura padana e sono arrivato fino in Veneto dove ci sono imprenditori strozzati dalle tasse, da quelle tasse che Renzi, che mente ogni istante ,dice di aver abbassato, e che si taglierebbe una mano piuttosto di licenziare un impiegato. E poi sono sceso giù, in Emilia Romagna dove ci sono problemi anche con i lavoratori stagionali e dove un investimento ancor maggiore porterebbe lavoro. E poi sono sceso nelle Marche e ascoltavo le storie degli italiani che dicevano che il crack delle banche gli ha distrutto la vita, si erano fidati e avevano comprato le obbligazioni. Perché Banca d’Italia non controlla! E Consob non controlla! Perché non abbiamo una banca nostra! Una moneta nostra! E il controllo sulla sovranità monetaria. [...]

 

Poi sono sceso in Abruzzo e anche lì ci sono tante difficoltà e sono andato nel Molise, che è una regione dimenticata; se non ci fossero i carabinieri, che ringrazio, e la polizia, che ringrazio, e alcuni magistrati che fanno un lavoro eroico, non ci sarebbe lo stato in Molise. E ringrazio i carabinieri che hanno fatto pulizia nel Pd romano.

 

E poi sono arrivato in Puglia, ci sono agricoltori distrutti dall’olio tunisino, distrutti dall’olio tunisino, perché non abbiamo più sovranità alimentare. E poi sono andato in Calabria dove la ‘ndrangheta ormai forma i dirigenti e li piazza nelle istituzioni, dal comune di Reggio Calabria alla regione al Parlamento fino a Bruxelles. Questo è il paese reale, non quello che racconta il presidente del Consiglio.

 

E dalla Calabria sono passato per Napoli, per la terra dei fuochi, quella terra dove i cittadini muoiono ad ogni respiro ed era ministro dell’Interno Napolitano nel 97 quando vennero secretate le confessioni di Carmine Schiavone che disse dove si trovavano i rifiuti tossici che camorra e politica avevano nascosto sotto le case dei cittadini.

 

Questi sono i veri problemi. In questi due giorni hanno addirittura oscurato il terremoto, perché bisognava parare di che cosa? Di un’e-mail, di un sms. Fate pure, ci siamo abituati, questo tour è stato oscurato perché andavo in tutte le piazze a spiegare il perché ci fanno la guerra, perché Orfeo è collegato con Caltagirone, perché Caltagirone e questi palazzinari che hanno gestito Roma per 20 anni vogliono mettere le mani sulle Olimpiadi, perché è l’ennesima mangiatoia. [...]

 

Le riforme costituzionali sono state dettate dalle grandi banche d’affari, perchè nel 2013 la JP Morgan, la banca responsabile del crack dei mutui negli Stati Uniti, se ne esce con un documento e dice che occorre superare le costituzioni dei paesi del sud Europa perché rappresentano un ostacolo all’integrazione europea e parlano di integrazione bancaria, non di diritti o di persone. Perché per costoro il mercato è più importante dei diritti degli esseri umani e il prezzo di qualche obbligazione è più importante del sudore della fronte dei cittadini. [...]

 

La politica ce l’hanno inquinata ma è bellissima, loro temono un popolo informato, temono anche un popolo ricco nella media, per quello vi vogliono abbastanza poveri. Perché se siamo poveri dediti alla sopravvivenza più che alla vita, non ci occuperemo mai di politica, penseremo magari a riempire un piatto a casa o a come ricoverare una suocera perché la sanità l’hanno distrutta. E scopri che tra alcuni finanziatori delle convention del presidente del Consiglio ci sono le cliniche private e allora capisci benissimo il disegno: si chiudono gli ospedali e magicamente sorgono le cliniche private. E addirittura ti spingono ad andare verso la clinica privata e alle volte costa addirittura meno e ci metti meno tempo per una tac, ma non è più un diritto, ma un business attuato da qualcuno. E la costituzione questo difende. Ora gli serve velocità, perché sentono che sta arrivando una forza politica sempre più forte, l’hanno messo nel conto che potremo arrivare al governo. La dinamica è quella di un ladro che si trova dentro una casa e sente in lontananza il suono delle sirene della polizia e arraffano tutto quel che si può. Questa è la dinamica. E questo è il popolo. E questa è una rivoluzione gentile e democratica. [...]

 

Noi siamo in piazza e vi diciamo che non ce la facciamo perché non ce la può fare nessuno a rovesciare un sistema ingiusto, che permette addirittura la distruzione della sanità, che deve andare di pari passo insieme all’opulenza più eccessiva, perché l’opulenza ha bisogno della povertà e perché il sistema ha bisogno anche dei poveri, altrimenti il voto di scambio verrebbe spazzato via ed è per quello che il reddito di cittadinanza l’osteggiano così tanto. Perché darebbe dignità e distruggerebbe il cancro del voto di scambio. [...]

 

Queste sono piazze di riscatto, io vedo bandiere italiane ed è una goduria, la “santa vittrice bandiera” come la chiama Manzoni, la santa vittrice bandiera che noi qui stasera abbiamo l’orgoglio di vedere sventolare. Tutti noi vogliamo uscire da quei palazzi senza alcun rimpianto, avendo la certezza di aver dato tutto per cambiare il sistema. Noi quella santa vittrice bandiera l’abbiamo salutata e lo possiamo dire con orgoglio. Viva l’Italia! Viva la Repubblica italiana! Viva il popolo sovrano!
 

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