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Jeremy Corbyn ve lo meritate tutto

Promossi Iglesias, Varoufakis e compagni a patto che lascino stare i governi. Bocciato Brunetta che ha tappato ancora sulla caduta del governo. Applausi a Boschi e Madia che resistono a costo di sfiorire. E le femmine in Harley Davidson? Siamo fottuti. Il Pagellone fogliante alla settimana politica di Lanfranco Pace.

19 Settembre 2015 alle 06:27

Jeremy Corbyn ve lo meritate tutto

Jeremy Corbyn (foto LaPresse)

Ve lo meritate Jeremy Corbyn, ve lo meritate tutto! L’invettiva liberatoria di Rocco Papaleo contro Nanni Moretti in “Nessuno mi può giudicare” (10 a lui e 9 a tutto il cocuzzaro) riaffiora di fronte al Labour in versione giù le mani dalle miniere di carbone e all’affermazione di un leader che a trent’anni somigliava per l’appunto a Nanni Moretti e oggi sembra la brutta copia di Mario Capanna. Se lo sono meritato le migliaia di elettori delle primarie laburiste che l’hanno votato e l’internazionale della sinistra refrattaria che orfana di Tsipras  già lo acclama e lo studia in attesa che prenda il largo il naviglio di Podemos, Spagna, che sarà un fuoco di paglia ma almeno è millennial, nato e cresciuto nella pancia di questo secolo.

 

Che Corbyn il 10 di Downing Street non lo vedrà nemmeno con il cannocchiale, che Iglesias pure a meno che non faccia alleanze con uno dei partiti storici, è questione che non interessa i fan: i quali non vogliono vincere, non cercano per il proprio paese un governo alternativo alla destra conservatrice, vogliono gridare e sognare, liberi di incazzarsi e progettare un’altra società. Tempo fa Bertinotti divorziò da Vendola perché prese coscienza di una sconfitta politica o comunque dell’inconciliabilità tra progetto sociale e governo: anziché fare da stampella a un riformismo tinto, decise di applicarsi alla costruzione dell’utopia in un altrove e con altri tempi. Coerentemente però sgombrò il campo dell’oggi: questi invece rompono e si mettono insieme per rompere meglio, per sparare a palle incatenate, Oskar Lafontaine contro lo Spd (della cui sconfitta contro la Merkel è per altro il principale responsabile), Jean Luc Melenchon contro Macron e Valls, Varoufakis contro Tsipras, Fassina contro Renzi.

 

A coloro che sognano altri modi di produrre e di distribuire, altri modi fare finanza e banca, che vogliono farci eguali e allineati verso il basso, voto 7 anzi mi voglio rovinare e per nostalgia do 8: a condizione però che se la cantino e se la suonino nelle strade, nelle piazze tra occupy Wall-Street e indignati di tutto il mondo, ma lascino stare i governi.

 

 

BASTA UNA BIC

Mi ero dimenticato di Civati ma anche lui deve essersi dimenticato di se stesso, gira come una trottola per raccogliere entro la fine di settembre le firme per gli 8 referendum proposti da Possibile. Pare che sia a metà strada ma gliela farà. Il consiglio comunale di Campello sul Clitunno, Perugia, lo ha adottato, i sindaci di Messina e Parma pure. I Fatti quotidiani, il cartaceo e l’on line, lo pungolano e tengono i conti. Ci sono i firmatari, gli spingitori di firmatari e gli spingitori di spingitori di firmatari, che dio stia sempre dalla parte dell’immenso, unico Corrado Guzzanti, (voto 10).

 

Insomma si firmicchia. Non tanto per paura di Renzi quanto della trivella, noto attrezzo con forte valenza fallica. Si ha paura che offenda il mare sotto costa, le colline sono già ben messi con le pale eoliche. Meglio tenersi amene casette a schiera sul lungo mare che trovare il petrolio, sempre che da qualche parte ci sia. Per fermare la trivella basta una bic, dicono i promotori. Ma se ne trovano ancora?

 

A Civati e ai suoi comunque voto 8, troppo simpatici e c’è pure rischio che se glieli fanno fare qualcuno ne vincano, l’italiano è un popolo magico, siamo pur sempre quelli che hanno bandito il nucleare per paura di un’altra Chernobyl come se fossimo al riparo da un incidente in un paese vicino.

 

 

MA TSIPRAS TRA DI NOI

Sono tornati sui loro passi: l’allegra brigata kalimera domenica tiferà per Syriza nonostante il clamoroso voltafaccia pro euro e pro eurocrati del suo leader Alexis Tsipras. Spero ardentemente che vinca. Mentre l’autorevole Fabrizio Rondolino spera e sogna nella vittoria del partito conservatore di nuova democrazia. Certo sarebbe cosa goduriosa assai ma non vale la nenia che ci infliggerebbero tutti quelli della sinistra doc: riprenderebbero fiato i Bersani, i Cuperlo, e le Geloni, ineguagliata occupatrice di social network, per dirci con aria severa che senza la sua sinistra la sinistra non vince. Ma sai che palle. Vuoi mettere D’Alema costretto a dire con faccia da impunito: se Cuperlo se ne va, io lo seguo. Questa è vera libidine.  

 

Voto 8 a Cuperlo, 9 a Rondolino e 10 a D’Alema, che è pur sempre il capo. Senza voto Tsipras, in segno bene augurante.

 

 

LA BALLATA DEL SENATO

Renato, Renato, Renato, così carino così educato a casa tua mi hai invitato e ci ho trovato mamma e papà, scommetto che nessuno bacia come te però chissà perché non lo dimostri a me, se tu ti decidessi di dirmi almeno un sì, io non sarei ridotta così, cantava Mina. Gli è che la povera Maria Elena Boschi me la stanno facendo sfiorire, si affaccia sul volto qualche piega, una leggera ombra che nel tripudio dei colori che sono i suoi, stona e comincia a dare tells, segnali del corpo, informazioni involontarie sullo stato d’animo. Alla domanda, la senatrice Moro (bersaniana) lascia la commissione affari costituzionali del Senato perché non si discute di nulla e la situazione è bloccata, lei risponde che non è vero, che si è fatto un lavoro intenso e proficuo: però per la prima volta in quasi due anni si capisce che mente e che non gliela fa più. Infatti di lì a qualche giorno la riforma lascia l’inutile commissione e approda in aula. Hanno l’aura le ragazze: lei e la Madia, che fanno il loro ingresso fianco a fianco, se non ricordo male a una festa dell’Unità, si fermano un attimo, eleganti e sicure, sembrano dive sul tappeto rosso, aspettano la standing ovation che puntualmente arriva e che ampiamente meritano, per determinazione, impegno e ormai anche competenza: voto 9, sono i gioielli della corona. Voto 4 invece a Renato Brunetta, aveva giurato che il governo si sarebbe rotto il grugno, ha toppato in pieno: e non può nemmeno gridare allo scandalo per la compravendita dei senatori.

 

E PER FINIRE

Passi per lo spermatozoo ex vitro che rende inutile la nostra povera molliccia appendice, che magari non sarà vero ma forse sì e comunque prima o poi ci riescono, ma vogliamo parlare del raduno di motocicliste che sta mettendo su il tempodelledonne, la 27 ora o come cavolo si chiama? Una falange di femmine a cavalcioni, che cantano, con Brigitte Bardot (e nessun voto alla dea),  “j’ai besoin de personne sur mon Harley-Davidson”. Siamo fottuti.    

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