Matteo Renzi sul palco dell'assemblea nazionale del Pd, oggi a Milano (LaPresse)

Renzi conferma lo scoop del Foglio: rivoluzione sulle tasse, a partire dalla prima casa

Claudio Cerasa
Bisognerà osservare con attenzione quanta distanza ci sarà tra l’enunciazione e la rottamazione ma l’orizzonte indicato da Renzi è quello giusto - di Claudio Cerasa

Confermato lo scoop del Foglio di una settimana fa e confermata questa mattina a Milano la pazza idea di Matteo Renzi: eliminazione della tassa sulla prima casa e, così l’ha chiamata il presidente del Consiglio, “rivoluzione copernicana” sulle tasse tra il 2016 e il 2018. Di annunci, come si sa, Renzi è un grande specialista ma questa volta la direzione è quella giusta e il capo del governo ha messo nero su bianco quella che è l’unica direzione che può imboccare Palazzo Chigi per provare a rendere più sostanziale la ripresa italiana e dare quella frustata al cavallo dell’economia che il nostro paese aspetta da anni.

 

L’annuncio di Renzi è pirotecnico – via la tassa sulla prima casa, via l’imu agricola, intervento sull’Ires e sull’Irap nel 2017, interventi sugli scaglioni Irpef e pensioni nel 2018 – bisognerà ovviamente osservare con attenzione quanta distanza ci sarà tra l’enunciazione e la rottamazione ma l’orizzonte indicato da Renzi è quello giusto non solo per far ripartire economica e consumi ma anche per dare al suo governo e al suo Pd una spinta per dimenticare gli ultimi mesi pieni di pasticci (scuola, immigrazione) e proiettare in modo credibile se stesso e il partito verso quello che sarà il passaggio più importante per il governo Leopolda, le amministrative della prossima primavera, quando si andrà a votare nelle principali città italiane (Milano, Bologna, Torino, Cagliari, forse Roma) e quando Renzi arrivati a quel punto avrà la necessità di conquistare non solo con le parole ma anche con i fatti quell’elettorato moderato che non può che essere vitale per un Pd a rischio di scissione a sinistra. E il fatto che l’annuncio di Renzi sia avvenuto in una delle grandi città (Milano) dove la rottamazione tarda ad arrivare è più che significativo.

 

[**Video_box_2**]Il presidente del Consiglio ha invece smentito che i miliardi (il Foglio ne ha stimati circa 30) che saranno necessari per la rivoluzione copernicana arriveranno da uno sforamento del deficit e a questo punto non possiamo che augurarci che i soldi che cerca Renzi non arrivino dall’unico forziere che il governo ha il dovere di aprire: il taglio alla spesa pubblica. Vedremo come andranno le cose ma intanto l’annuncio è buono e la mossa altrochè se ha un senso.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.