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Cottarelli chiama Madia

Regole privatistiche nella Pa giovano, bando agli strepiti sindacali

3 Aprile 2015 alle 06:18

Cottarelli chiama Madia

Carlo Cottarelli (foto LaPresse)

Una delle indicazioni più significative del Piano di revisione della spesa firmato da Carlo Cottarelli, finalmente di dominio pubblico, riguarda la riorganizzazione dei dipendenti della Pubblica amministrazione e i criteri connessi. Il piano prevede in particolare una nuova disciplina dei licenziamenti individuali equiparabile a quella del settore privato. Ovvero se il personale è in esubero in un particolare ufficio deve essere spostato altrove e chi si rifiuta di farlo cessa di essere in servizio. A Cottarelli, che rassegnato aveva dato le dimissioni, va il merito di avere previsto non solo uno sfoltimento della spesa pubblica ma pure di avere impostato una modifica importante nella gestione del pubblico impiego con l’introduzione di criteri manageriali.

 

Seguendo questo principio il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, che prevede la licenziabilità dei titolari dei nuovi contratti, sia per ragioni economiche che per ragioni disciplinari (con modalità da chiarire), si dovrebbe applicare anche al pubblico impiego. Ma, ovviamente, vi è forte resistenza a questa norma da parte dei sindacati. E il ministro Marianna Madia, preposto alla riforma della Pubblica amministrazione, presta loro ascolto. Sarà discusso domani al Senato il disegno di legge delega per riformare la Pa, approvato dalla commissione Affari costituzionali, che prevede la possibilità di licenziare i dirigenti pubblici e sostituisce agli scatti automatici di carriera le valutazioni di merito. Tuttavia resta il nodo di fondo: non si applicheranno ai dipendenti pubblici le nuove regole del Jobs Act che hanno reso più facili i licenziamenti nel settore privato, superando l’art. 18. Che resta intoccato nella Pa.

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