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PICCOLA POSTA

Un piccolo racconto da Odessa dopo l'attacco di un drone

Adriano Sofri

Un anziano signore è uscito in strada senza pantaloni né mutande e ha chiesto ai suoi condomini il giorno dopo se qualcuno se ne fosse accorto. Ma ricevendo una risposta negativa, l'anziano era sembrato un po' offeso dalla distrazione e l’egoismo del suo prossimo

Se non un racconto di Odessa, un raccontino. All’indomani della caduta di un drone notturno che ha divelto le finestre e crepato i muri del condominio, la mia amica Anna incontra il suo anziano vicino del quinto piano, Valerij, che la investe con un tono agitato. “C’eri anche tu questa notte quando siamo scesi in strada dopo l’esplosione?” “Certo, c’eravamo tutti”. “E ti ricordi come ero vestito?” “No, non mi pare. Perché, com’eri vestito?” “Avevo infilato di corsa un maglione marron e un giaccone blu ...”. “No, non ho notato, guardavamo tutti per aria, il cielo pieno di razzi e droni, le altre esplosioni tutto attorno...”. “Il fatto è - dice Valerij - che mi sono precipitato giù così freneticamente che non ho messo né mutande né pantaloni, ero nudo dalla cintola in giù!” Anna vorrebbe sorridere, “non preoccuparti - dice – eravamo tutti così spaventati”. Le sembra di notare in lui, più che una rassicurazione, uno strano disappunto. 

Nel resto della giornata, le altre e gli altri condomini raccontano che anche a ciascuno di loro Valerij ha fatto la sua domanda, e non ha trovato uno solo che rispondesse di aver notato la sua singolare tenuta. Avevano pensato dapprima che volesse scusarsi, ma si sono presto accorti che c’era rimasto male, ed era sembrato un po’ offeso dalla distrazione e l’egoismo del suo prossimo, che non aveva dato nemmeno un’occhiata alla sua avventura. Di lui, che poteva lasciarci la pelle, e andarsene al Creatore nudo dalla vita in giù, in una notte d’inverno e di guerra.

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