PICCOLA POSTA

Trump ci rende tutti imbecilli

Adriano Sofri

Donne e uomini toccano il presidente americano, pregando che la benedizione di Dio lo confermi invincibile. Bisogna essere imbecilli per credere che sia successo davvero, eppure non è AI

Alle prime prove, la fotografia imitò la pittura, per rendersi credibile. Poi se ne emancipò e si guadagnò un’attendibilità incomparabile, quella delle cose “vedute coi propri occhi”. Non mi è facile immaginare il ragazzino di oggi pronto a vedere un falso o comunque un prodotto artificiale in qualunque fotografia o in un qualsiasi video. Benché senta come una gravissima perdita la rassegnazione a diffidare delle immagini e delle loro avventurose manipolazioni, l’ennesimo tradimento di una fede, mi ci addestro. A volte è difficile, l’inganno è insidioso. Altre volte è platealmente scoperto, fabbricato in modo da sollecitare più il riso che la credulità.

Per esempio, la fotografia di Trump seduto a occhi chiusi alla sua scrivania contornato da donne e uomini che lo toccano e lo contemplano e pregano su lui la benedizione di Dio che lo confermi invincibile e gli trasmettono con tocchi e sguardi il fluido della predilezione divina. Bisogna essere imbecilli per credere che sia successo davvero, e io sono vecchio ma non imbecille. E’ successo davvero, dunque io devo ammettere di essere anche imbecille e anche tutti gli altri, tutti e tutte imbecilli. Ecco spiegata la situazione. 

Di più su questi argomenti: