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PICCOLA POSTA

Lo zoo di Kyiv che resiste al freddo e alle bombe

Adriano Sofri

Nel giardino zoologico della capitale ucraina ci sono più di duemila animali, di 321 specie, "per lo più esotiche". Il direttore Trantin dice che nessun animale è morto per i bombardamenti russi. Il suo zoo ne ha accolti 600, “profughi” da altri posti che non erano in grado di proteggerli

Il Kyiv Independent di ieri aveva una gran foto con due personaggi: il direttore dello zoo di Kyiv, Kyrylo Trantin, 53 anni, e l’elefante Orazio, 20 anni. In altre foto, di repertorio, vedo Trantin con la giraffa africana Jambo, nel 2022, quando lei aveva 17 anni. L’articolo, di Kateryna Hodunova, si intitola “Come tenere al caldo un elefante e un gorilla a Kyiv nell’inverno più freddo della guerra totale”. Il gorilla, l’unico in Ucraina, si chiama Tony, è fotografato anche lui, ha ben 51 anni. (Leggo che un gorilla in natura vive fra i 35 e i 40 anni, ma a Berlino ce n’è una, Fatou, ritenuta la più vecchia del mondo, di 67 anni). Un artigianale sistema di tubi che convogliano il calore di una stufa a legna tiene Tony, che nacque in Centrafrica, a 19 gradi. E con una cucina a legna la signora Olha Yanchuk, 51 anni, tecnica zoologa, prepara i pasti per i suoi primati mentre nella capitale c’è il blackout e la temperatura scende sotto i meno 20

 

Una collega di Olha, Anastasiia Larionova, 30 anni, responsabile degli ungulati, si assicura che gli animali non restino senza cibo, in particolare i cavalli di montagna Hutsul, dei Carpazi fra Ucraina, Ungheria e Romania, più resistenti al gelo, nutriti soprattutto di mele. Sono l’acquisto recente dello zoo, che tiene a preservarne il ceppo. Lo zoo di Kyiv ha più di 2 mila animali, di 321 specie, “per lo più esotiche”. Questo dura da quattro anni, e per giunta lo zoo si trova in una zona particolarmente colpita dai bombardamenti. La distruzione delle centrali di energia non era mai stata così devastante, e stufe e generatori sono indispensabili a tenere in vita gli animali. Le stufe a legna devono essere ricaricate più volte al giorno, e alla notte. Lo zoo si è dotato di 12 generatori e 15 stufe, oltre a 3 impianti solari – il sole è raro. Trantin dice che nessun animale è morto per i bombardamenti russi. Il suo zoo ne ha accolti 600, “profughi” da altri zoo che non erano in grado di proteggerli. Dice anche, Trantin: “Come sempre, dobbiamo prenderci cura delle persone e degli animali. Ma gli animali vengono prima”. Potete pensare che sia un’espressione fanatica. Non lo è. Vuol dire solo che è per responsabilità degli umani, degli animali umani, che quegli altri animali sono raccolti là. E che è per responsabilità di altri umani che sono a repentaglio, di bombe, fame e freddo.

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