Palazzo di Giustizia di Milano (foto Wikimedia Commons)

Piccola Posta

Vicende del Palazzo di Giustizia di Milano

E' stato costruito tra il 1932 e il 1940 sotto la direzione di Marcello Piacentini. Che, a differenza di molti costruttori di galere e tribunali (o almeno così vuole la leggenda), non è finito in galera o giustiziato

Ero un veterano, un disgustato veterano del Tribunale di Milano. Ieri ci sono tornato, molti anni dopo, per un sobrio impegno civile. Svolto in un ufficio alto, con una grande finestra spalancata su un vasto orizzonte, in un giorno luminoso. A suo tempo avevo scritto del Tribunale, della sua aula magna, del suo sciagurato Sironi. Finita la cosa ero in treno - durante lo sciopero, frecce vuote e in anticipo sull’orario, un po’ mi dispiace dirlo - e ho ricercato le informazioni sul Palazzo di Giustizia, costruito tra il 1932 e il 1940, dice Wikip., sotto la direzione di Marcello Piacentini.

Sapete di quella leggenda mezzo vera, secondo cui i costruttori di galere e tribunali poi finiscono in galera o giustiziati. Piacentini no: morì nel 1960, a 79 anni, di malattia. Però Bruno Zevi, indimenticabile, lo dichiarò “morto nel 1925, come architetto”, il che vuol dire che costruì il Palazzaccio milanese quando era postumo di almeno 7 anni. Sia come sia, almeno di lui si può dire che fece anche delle cose buone.

Del Palazzo milanese leggo che per tirarlo su si buttò giù la chiesa di san Filippo Neri in Bovisasca, e il Convento “delle Schiave di Maria”, che comunque una qualche rettifica meritava. Dall’alta e luminosa finestra dell’ufficio in cui sono passato ieri si aveva, guardando in giù, una veduta spettacolosa, quasi da drone, di mattoni, della chiesa di Santa Maria della Pace, sede dell’Ordine del Santo Sepolcro, e dei Chiostri di san Barnaba. Cose quattrocentesche, e prima gotiche, il campanile, piccolo, quadrato, mi era sembrato romanico, che asino, è rinascimentale. Sviste di finestre.

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