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La questione "una donna" al Quirinale è più semplice di quanto si creda

Adriano Sofri

Se alla presidenza della Repubblica venisse eletta una donna, ci sarebbe da rallegrarsi perché per la prima volta una donna sarebbe presidente. Se si ritenesse che la donna eletta fosse impreparata, cattiva, ipocrita, ci sarebbe da lamentarsene energicamente. Non è difficile

Mi aveva tirato su il morale l’appello di Cristina Comencini: “Le donne italiane chiedono a gran voce finalmente un presidente della Repubblica uomo”. Poi però è ricominciato il dibattito.

Eppure non sembra così complicato. Se alla presidenza della Repubblica venisse eletta una donna, ci sarebbe da rallegrarsi perché per la prima volta una donna sarebbe presidente. Se si ritenesse che la donna eletta fosse impreparata, cattiva, ipocrita, reazionaria, sciocca, e avesse altre manchevolezze, ci sarebbe da lamentarsene energicamente.

Resterà comunque memorabile una vigilia febbricitante di elezione alla presidenza della Repubblica segnata dalla accanita discussione, molte donne comprese, sull’eventualità che si eleggesse una donna perché donna, e non per le personali qualità: una donna purchessia. Purché respiri, diceva il più imbecille dei motti maschili.

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