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Chi difende il proprio padre e chi lo mette alla gogna

L’autodafé di Di Maio senior e una scena simile e contraria

6 Dicembre 2018 alle 06:00

Chi difende il proprio padre e chi lo mette alla gogna

Antonio Di Maio nel video di scuse pubblicato sul suo profilo Facebook

Guardando costernato l’autodafé del signor Di Maio padre, di cui ha detto qui Salvatore Merlo quello che c’era da dire, avevo la sensazione di aver già visto una scena stranamente simile. Poi ho capito. Era una scena simile e contraria. Era il 10 gennaio 1981. I radicali cedettero lo spazio che spettava loro per la tribuna elettorale alla diciannovenne figlia del magistrato Giovanni D’Urso, rapito dalle Brigate Rosse. Lorena D’Urso, diede lettura dei “comunicati” brigatisti la cui pubblicazione era stata pretesa dai rapitori, e trattenendo il pianto lesse anche la frase che chiamava “boia” suo padre. Suo padre fu liberato tre giorni dopo.

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Commenti all'articolo

  • verypeoplista

    verypeoplista

    06 Dicembre 2018 - 14:02

    Faccio mio il post di Carlo.A Rossi il 4/12 nell'articolo che lei cita. Per quanto ha scritto qui lei "capisce poi" che Di Maio = B.R. e il padre come la figlia del Giudice : capire e interpretare sono due cose diverse e nell'interpretazione molte volte sarebbe meglio tacere. Così tanto per divagarci un poco, dopo questa lettura, interpreto ma poi non lo scrissi allora " il mio babbo è una persona per bene" come la figlia del giudice e il babbo come un ipotetico Di Maio.

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  • tenen314

    06 Dicembre 2018 - 09:09

    Cosa scrisse Lotta Continua in quell'occasione?

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