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Libertà, uguaglianza, fraternità

La Corte costituzionale francese ha accolto il ricorso presentato dall'uomo che aveva aiutato i poveri che attraversano le Alpi dall’Italia di Ventimiglia alla Francia

7 Luglio 2018 alle 06:17

Libertà, uguaglianza, fraternità

La Corte Costituzionale francese ha dichiarato incostituzionale il “reato di solidarietà”. Era ricorso ai giudici supremi il signor Cédric Herrou, divenuto noto anche da noi per aver metodicamente aiutato i poveri che attraversano le Alpi dall’Italia di Ventimiglia alla Francia, senza chieder loro se fossero in regola con le leggi e i regolamenti. Herrou, un olivicultore di 39 anni, era stato arrestato più volte e condannato per questo. I giudici avevano accertato il disinteresse del suo operato, e un accusatore, chiedendo per lui alcuni mesi di carcere, aveva lodato la “nobiltà” della sua azione. L’anno scorso era stato condannato a una contravvenzione di 3.000 euro. In ogni stato di diritto la legge è sovrana, salva qualcosa che sta prima e sopra della legge stessa, quello che uno scolaro o una persona normale chiamerebbe umanità. La Francia ha il vantaggio di aver dato un nome, anzi tre nomi, a quello che viene prima e sopra la legge: libertà, uguaglianza, fraternità. La Corte Costituzionale francese l’ha detto così: “Dal principio di fraternità deriva la libertà di aiutare gli altri, a fini umanitari, indipendentemente dalla regolarità della loro permanenza nel territorio nazionale”. E l’Italia? Non ha quei tre principii, ha una canzone che parla di un pescatore, dei gendarmi e di un fuggiasco che ha fame e sete. Nemmeno un ragazzo sudanese o una donna incinta eritrea: un assassino.

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