L'esercito avanza verso Fallujah in Iraq (foto LaPresse)

Che cosa sta succedendo a Fallujah?

Adriano Sofri
Che cosa sta succedendo a Fallujah? Secondo al Arabiya ieri, il primo ministro iracheno al Abadi, dopo un sopraluogo alla periferia della città, avrebbe ordinato di sospendere l’avanzata verso il centro per salvaguardare i civili che restano in balia dell’Isis, usati come scudi umani e, i minori, come combattenti.

Che cosa sta succedendo a Fallujah? Secondo al Arabiya ieri, il primo ministro iracheno al Abadi, dopo un sopraluogo alla periferia della città, avrebbe ordinato di sospendere l’avanzata verso il centro per salvaguardare i civili – circa 50 mila di cui 20 mila bambini, avverte l’Unicef – che restano in balia dell’Isis, usati come scudi umani e, i minori, come combattenti. La notizia però arriva all’indomani di quelle su una resistenza accanita dell’Isis, un cui contrattacco sarebbe costato molte decine di morti ai militari iracheni. Inoltre, la rappresaglia degli attacchi suicidi e delle autobombe a Bagdad non ha mai fatto tante vittime come a maggio.

 

Ed è sempre incandescente la questione delle milizie sciite di Hashd al Shaabi, al comando di ufficiali iraniani e agli ordini “strategici” dell’onnipotente capo della forza iraniana Quds, Qasem Soleimani. Le quali vantano un proprio ruolo decisivo nella battaglia per Fallujah e denunciano di non essere abbastanza sostenute dalla coalizione guidata dagli americani. Se è difficile valutare quale sostegno volontario, e non solo imposto dal terrore, l’Isis riscuota ancora fra la popolazione di Fallujah, più facile è immaginare che quella popolazione sunnita tema la “liberazione” da parte delle milizie sciite più ancora che quel terrorismo, e si senta stretta in una trappola micidiale.

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