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Pets 2 - Vita da animali

La recensione del film di Chris Renaud, voci italiane di Alessandro Cattelan, Laura Chiatti, Francesco Mandelli

7 Giugno 2019 alle 19:25

L’idea vincente del primo film era: cosa fanno gli animali domestici quando li lasci soli in casa? (pensatelo come “Toy Story”, ma con cani di varia taglia, gatti dormiglioni, e criceti sulla ruota). Ma dopo i ricchi incassi del film capostipite il terrier Max e i suoi amici sono diventati personaggi, serviti dagli sceneggiatori con nuove e più pericolose avventure. Tre, per la precisione, e più che storie sono elenchi di gag. In una vanno anche via da New York, che nel primo film era bellissima, per una gita in campagna (molto educativa, nelle intenzioni che si indovinano subito, e molto criticata perché inneggia alla vita da maschi alfa).

 

“Toy Story” traccia sempre la strada, verso il super-trauma nella vita di un animale domestico (per i giocattoli, è il Natale con i pacchetti nuovi da aprire, chissà chi arriverà?). Arriva un cucciolo d’uomo e le attenzioni fatalmente diminuiscono. La padrona di Max si è sveltamente fidanzata, e altrettanto sveltamente ha fatto un bambino. E Max è un cane ansioso: pensa ogni momento che possa farsi male, figuriamoci quando il pupo va all’asilo. Le angosce verranno sanate dall’incontro con un cane di campagna, che si aggira con piglio da cow boy (in originale lo doppiava Harrison Ford) e dorme in un vecchio pick up. Solo in città gli animali dormono in casa, dice la lezione numero uno.

 

Accanto al cane di città e al cane di campagna (insegna a radunare le pecore e a spaventare i tacchini), Gidget, volpina di Pomerania (nel trailer fa il bagno di vapore nella lavapiatti, due fette di cetriolo sugli occhi). Max le ha affidato il suo pupazzetto preferito, e lei se lo perde quasi subito. Finisce nella casa di una vecchia gattara, circondata da mici schizzati (le lezioni di comportmento felino sono le scene più divertenti). Il terzo elenco di gag è per il coniglio Nervosetto – “Snowball” in originale, parlava come uno spacciatore nero e sapeva ricavare qualsiasi chiave da una carota. La padrona l’ha vestito da supereroe e lui si crede tale (sì, preciso, è quando Buzz Lightyear non sa di essere un giocattolo). Guest star: una tigre siberiana e una scimmia dispettosa.

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