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Come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quel che si dice

Fobie, ossessioni, manie

Tutti ne abbiamo almeno qualcuna. Qualcuno le ha quasi tutte. Parlarne aiuta a esorcizzarle. Eccovi quindi qualche suggerimento per discuterne con apparente competenza

3 Agosto 2018 alle 06:18

Fobie, ossessioni, manie

Leonardo Di Caprio in "The Aviator"

- Credere nella razionalità, ma fare apposta tutte quelle cose che sono ritenute portasfortuna, come passare sotto le scale, mettere il cappello sul letto, brindare con l’acqua.

 

- Apprendere da D di Repubblica che Jennifer Lopez porta sempre con sé le proprie lenzuola per non dormire in modelli realizzati con meno di 250 fili. Attribuirlo alla liberazione di ingenti masse umane determinata dalla meccanizzione dell’agricoltura.

 

- Se mentre ci si accinge a chiamare l’ascensore qualcuno lo chiama immediatamente prima a un altro piano, ritenerlo un sicuro presagio di sventura.

 

- Sorprendersi a stabilire connessioni arbitrarie tra fatti irrelati attribuendovi significati specifici. Per esempio: se la prima persona che si incontrerà per strada avrà il cappello si sarà promossi all’esame di Procedura Civile.

 

- M’ama non m’ama. Puerile, però...

 

- In qualità di razionalisti cartesiani dichiararsi indifferenti agli oroscopi, tuttavia se per il proprio segno si prevede un periodo difficile rosicare.

 

- Attraversare i passaggi pedonali cercando di non calpestare le strisce bianche. Evitare. Usurato.

 

- Fare sottili distinzioni tra ossessioni, manie, fobie, pensiero magico per posizionarsi come sottili conoscitori della psicologia umana.

 

- Conoscere tutti i nomi scientifici di manie, fobie e ossessioni e usarli non appena possibile in una conversazione per attestare la propria vasta cultura. Gareggiare con gli amici a chi riesce a utilizzare in modo naturale il termine “Coprastasofobia” e a spiegare che è la paura della costipazione.

 

- Lasciare di proposito dei libri in giro per strada, nei bar, nei locali, al parco lasciandovi dentro il proprio numero telefonico sognando che un divo/una diva del cinema chiami e nasca una meravigliosa storia d’amore. Pénible.

 

- Leggere i libri aprendoli pochissimo sbirciandone appena le pagine per evitare di rovinarli. Dileggiare chi lo fa e contemporaneamente ostentare dei paperback ridotti a conglomerati informi di carta scolorita definendoli libri “vissuti”. Aborrire entrambi.

 

- Fare sottili distinzioni epistemologiche tra superstizione e ossessione. Per esempio: non resistere all’impulso di accoppiare correttamente le scarpe dopo essersele sfilate è superstizione, perché porta male lasciarle come stanno, o ossessione perché non se ne sopporta la vista in disordine? Aprire dibattito.

 

- Interrogarsi se anche i gadget dell’estate possano rientrare tra le ossessioni o le manie. Ricevocare le clic-clac che hanno devastato l’infanzia e gli avambracci di una generazione. Essere molto critici nei confronti del fidget spinner, quella specie di trottola piatta da far girare tra indice e pollice, ritenuto scarso anche come antistress.

 

- Film cult: Tutte le manie di Bob (What about Bob) di Frank Oz, 1991.

 

- Avere seguito una psicoterapia per liberarsi di alcuni comportamenti ossessivi consistente nel metterli in atto apposta per spogliarli della loro dimensione compulsiva, ma averla dovuta interrompere perché anche quelli diventavano rapidamente comportamenti compulsivi. Dolersene.

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