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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

I baffi

Sono da sempre sulla bocca di molti. Ultimamente, specie per le ultime generazioni, sono diventati un ornamento fichetto. Ottime ragioni per snocciolare sentenze un tanto al chilo

29 Giugno 2018 alle 06:00

I baffi

Foto di Thijs Paanakker via Flickr

·   Al contrario della barba sono tornati di moda, ma solo presso alcune élite.

 

·   Sono impegnativi da portare e non stanno bene a tutti.

 

·   C’è una regola aurea per i baffi: devono essere meno estrosi di quelli di Salvador Dalì e più di quelli di Hitler.

 

·   Sono roba da Carabinieri. Convenirne. Evitare di attribuirlo al fatto che sul pacchetto delle lamette c’è scritto “da barba”: usurata.

  

·   Avere cominciato a raderseli da ragazzo, ben prima che spuntassero.

  

·   Portare dei baffetti sottili convinti di assomigliare a Clark Gable, ma in realtà assomigliare a Spike, il fratello maggiore di Snoopy. Dolersene.

  

·   Ci si accredita come colti cinefili ricordando come “Una notte sui tetti” (Love happy) sia il solo film dei fratelli Marx in cui Groucho compare con i suoi veri baffi.

  

·   Possedere una copia rarissima del libro di Salvador Dalì sui suoi baffi. Chic.

  

·   Avere scoperto l’esistenza di una tazza per baffi con una parte coperta che protegge i baffi dalla schiuma delle bevande. Smaniare per averla.

  

·   Se si è un hipster rifuggere dall’imponente barba quadrata (troppo mainstream) a favore dei più esclusivi baffi a manubrio.

   

·   Tom Selleck (Magnum P.I.) è probabilmente l’uomo che stava meglio con i baffi che si sia mai visto. Convenirne.

   

·   Da bambino avere adorato i baffetti di Guy Williams nei panni di Zorro nei telefilm Disney. Essersi sempre chiesto come mai nessuno notasse la palese somiglianza con quelli di Don Diego De La Vega.

  

·   Le poche volte che ci si è tagliata la barba averne approfittato per controllare come si sarebbe stati con i baffi. Ed essersi sempre fatti schifo. Rammaricarsene.

 

·   Ad alcune donne piace il lieve solletichio che producono sul collo o sulla schiena nei momenti intimi. Aspettare che lo dicano esplicitamente, non fare affermazioni in questo senso che potrebbero essere tragicamente smentite.

 

·   Chico Marx: “C’è un uomo qui fuori con dei grossi baffi neri.”
Groucho Marx: “Digli che ne ho già un paio.”

  

·   Notare che negli anni il baffo è stato frequentato assiduamente da tutto l’arco costituzionale, sia di destra che di sinistra. Tanto per fare qualche nome: Occhetto, D’Alema, Almirante, Buontempo. La barba invece è sempre stata più un affare di sinistra.

  

·   Ricordarsi di spiegare che il mistero della sorriso della Gioconda è stato svelato da Marcel Duchamp, il quale dopo averle applicato i baffi, alla base del quadro ha apposto le lettere L.H.O.O.Q*

    

*(Se si leggono in francese si ottiene un’omofonia con la frase “Ha caldo al culo.”)

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