Come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quel che si dice

Le recensioni

Non se ne può fare a meno. Che se ne sia fruitori compulsivi o che le si incroci involontariamente è impossibile non averci a che fare. Meglio allora sapere quale frase a effetto buttare lì. E se non lo sapete, ripetete queste

Le recensioni

- Considerarle sempre con scetticismo: “Sì, vabbè, ma sai, le recensioni...”

 

- Internet ha annullato ogni ordine di valore: ora la recensione di un troglodita è posta sullo stesso piano di quella di un premio Nobel. Deprecare.

 

- Prima di scegliere un ristorante che non si conosce, compulsare lungamente i vari siti tipo Tripadvisor fino a trovare il locale che ha unicamente recensioni positive. Andarci e trovarcisi malissimo.

 

- La recensione perfetta è solo questione di tempo. Ricordare quel che è successo a Totò che per tutta la vita è stato considerato un guitto, poi è morto ed è diventato un genio. Puntare a essere considerato un buon artigiano prima della senescenza.

 

- L’unica cosa positiva dell’orgia di recensioni che ha invaso la nostra vita è che ciò ha ridimensionato il peso dei consigli del solito amico che segnalava il ristorante dove “si mangia da Dio”, benché avesse le papille gustative di una capra.

 

- Internet ha fatto della recensione un vero e proprio genere letterario universale: oggi ci sono recensioni per qualunque cosa, dalle toilette pubbliche alle case di piacere svizzere. Convenirne.

 

- Ricordare con nostalgia l’encomiabile giudiziouniversale.it, che ha elevato la recensione ad autentica weltanschauung.

 

- Avere cominciato a nutrire un’insuperabile diffidenza nei confronti delle recensioni cinematografiche dei quotidiani, dopo essere andato a vedere “Perché Body Dharma è partito per l’Oriente?” A dispetto della conquista del Pardo d’oro al Festival di Locarno e del fatto che la critica lo osannasse parlandone come di “un film che è la quintessenza dello zen”, ricordare di essere uscito all’intervallo dopo un piano sequenza di diciassette minuti del rogo di una pira funebre, commentato esclusivamente dai suoni del fuoco.

 

- I critici non leggono i libri per non frasi influenzare. (Luciano De Crescenzo)

 

- Rievocare i tempi delle medie in cui si stilavano senza ritegno classifiche da 1 a 10 di tutte le compagne di classe e le si condivideva con i compagni maschi per giungere a una graduatoria oggettiva. Condannare severamente.

 

- La lettura oziosa delle recensioni dei ristoranti, e specialmente delle furibonde polemiche ingaggiate con i proprietari che rispondono piccati, è uno dei modi più efficaci per cincischiare indefinitamente davanti al computer invece di lavorare davvero. Convenirne.

 

- Se un libro ottiene due o più “Magnifico!!” o “Capolavoro!!!” (specialmente se scritti con molti punti esclamativi) in un sito di novità librarie di quelli alla buona, è saggezza astenersi dall’acquisto. Convenirne.

 

- Altrettanto temibili di quelle superentusiaste sono le recensioni stolidamente polemiche del proprio libro, il cui scopo principale è sfogare la frustrazione del recensore. Se si è sufficientemente sicuri di sé, conservare le più perfide. 

 

- In gioventù, allorché ci si affacciava timidamente al mondo del lavoro, avere collaborato con un quotidiano, scrivendo recensioni encomiastiche di ristoranti per una rubrica di pseudocritica gastronomica, la cui natura mercenaria era rivelata solo da una piccolissima dicitura in un angolo della pagina che recitava: “A cura della redazione pubblicitaria”. Ricordare che in un caso, non avendo veramente niente da dire, si scrisse la frase “il locale, che si caratterizza per l’ombroso giardino...” Vergognarsene ancora oggi.

 

- Ci si posiziona come intellettuali critici evitando accuratamente di leggere il best seller del momento. Eventualmente leggerlo due o tre anni dopo e trovarlo invariabilmente sopravvalutato.

 

- La critica è la potenza dell’impotenza. (Alphonse de Lamartine)

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