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Cosa deve fare l'Italia con le banche

C’è una grande questione di tempo, bisogna fare in fretta. E non a caso il titolo del Sole 24Ore è questo: “Piano Mps per gli Npl, obiettivo cessione-lampo”. L’accordo va firmato al momento giusto, cioè quando il negoziato con l’Unione europea sarà chiuso con la soddisfazione di tutte le parti.

8 Luglio 2016 alle 11:08

Cosa deve fare l'Italia con le banche

Mario Draghi con Pier Carlo Padoan (foto LaPresse)

Santi Aquila e Priscilla.
 

Titoli. Signore e signori, il problema è alla cassa. Questa è la copertina dell’Economist:

 

 

Serve altro? No, tutto chiaro. Questa copertina dell’Economist darà una mano all’Italia. A svegliarsi. Le cose da fare sono queste: 1. Salvare il Monte dei Paschi dalla stretta mortale di Siena, la banca deve cedere 10 miliardi di crediti deteriorati e ricapitalizzare; 2. Portare avanti e chiudere un buon negoziato con la Commissione Ue su un disegno di salvataggio complessivo; 3. Incoraggiare e cercare rapidamente soluzioni di mercato, in particolare con fondi esteri; 4. Chiedere la sostituzione dei vertici delle banche perché si salva il risparmio ma non si salvano in banchieri.

 

C’è una grande questione di tempo, bisogna fare in fretta. E non a caso il titolo del Sole 24Ore è questo: “Piano Mps per gli Npl, obiettivo cessione-lampo”. Il quadro delle sofferenze è questo:

 

 

Spiega molto bene la fretta. L’accordo va firmato al momento giusto, cioè quando il negoziato con l’Unione europea sarà chiuso con la soddisfazione di tutte le parti. Alla Commissione Ue non interessa certo far crollare il sistema bancario italiano, anzi, la cover dell’Economist dimostra che c’è crescente preoccupazione e attenzione per la stabilità dell’Europa, figuriamoci se qualcuno vuole allargare il buco che si è aperto nella diga dopo la Brexit. A Palazzo Chigi non ignorano lo scenario favorevole alla soluzione, ma devono andare avanti con un dossier dalla cura certosina, altrimenti l’accordo diventa un cappio. Buona giornata.

 

Renzi al Quirinale. Faccia a faccia tra Mattarella e Renzi. Oggetto: la tenuta del governo. Renzi: ho i numeri. Mattarella: bene, vai avanti. La Stampa fa questo titolo: “Governo, vertice Renzi-Mattarella”. Piattino, ma almeno sta sulla notizia. La partita tra Quirinale e Palazzo Chigi è aperta e tutto è rinviato alla prossima puntata. Il punto rimane solo uno: Renzi non avrà le elezioni anticipate né prima né dopo il referendum. La tentazione di fare l’all-in c’è, ma alla fine della fiera lo scenario resta questo: se Renzi vince il passaggio del voto sulla riforma costituzionale, ha la strada spianata; se perde, spianano lui. Come anticipato dal titolare di List sul Foglio l’altro ieri, Mattarella non scioglierà le Camere.

 

Nato, Europa (e Italia con la Russia). Dopo la Brexit, la Nato. Matteo Renzi e gli altri leader europei saranno oggi al vertice di Varsavia della Nato. Ci sarà anche Obama. Ecco il programma del summit. Dopo gli attentati in Turchia (membro Nato) il focus del dibattito oscilla sul ruolo che l’organizzazione deve avere contro il terrorismo e le divisioni tra alleati sulla linea da tenere con la Russia. L’ultima riunione del Consiglio supremo di Difesa a Roma ha segnato una svolta: nel comunicato stampa del Quirinale si fa esplicito riferimento ai delicati rapporti con Mosca. Nero su bianco: “Nel quadro delle misure dissuasive che il Vertice si appresta ad assumere, è emerso, nella comprensione delle preoccupazioni di alcuni alleati, il convincimento che debba comunque essere fatto ogni sforzo per salvaguardare il rapporto di cooperazione con la Russia, partner indispensabile per la composizione delle crisi nel bacino del Mediterraneo e nel Medio Oriente”. Avviso a Washington, non esageriamo con la Russia.

 

Good Morning, America. Come va l’America? Dallas brucia: cinque poliziotti uccisi in una notte terribile, sotto il fuoco di cecchini. Sarà la storia a giudicare l’eredità di Obama, ma la cronaca è là, sotto gli occhi di tutti, racconta la tragedia di una nazione smarrita. Il video della morte di Philando Castile, un nero ammazzato nella sua auto da un poliziotto in Minnesota. Bianchi e neri. Polizia e neri. Sparano ai neri. Sparano alla polizia. Caos. Nata con la Bibbia, la forca e la Colt, l’America oggi lascia impresso sullo specchio un profilo abbozzato, un presagio che ricorda sempre più il paese descritto in alcuni romanzi distopici pubblicati negli ultimi anni: sommersa dal debito e devastata dalla guerra civile. Trump non nasce per caso, è un altro segnale sulla strada di questo racconto. E’ l’America che lascia Obama. E non è un sogno, è la realtà.

 

8 luglio. Nel 1947 il quotidiano locale Roswell Daily Record racconta che nel Nuovo Messico il 509º Gruppo Bombardieri avrebbe recuperato i resti di un UFO che si è schiantato al suolo. E’ il caso Roswell, gli extraterrestri. Anche questa è America.

 

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