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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Perdere tempo dietro ad Alfano mentre le banche saltano

La stampa italiana tutta assorbita dietro alle raccomandazioni del ministro dell'Interno. E il lettore distratto non si accorge che in Europa è pronto uno tsunami. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

6 Luglio 2016 alle 10:53

Perdere tempo dietro ad Alfano mentre le banche saltano
Santa Maria Goretti.

 

Titoli. Perdere tempo dietro le raccomandazioni da paesello del babbo di Alfano. Scrivere della Pizza Connection e mi raccomando, la mozzarella, che sia fresca. Copia e incolla un’intercettazione qua e là. Un pm sopra, un indagato sotto. Oh, signora mia, lo vede? C’è il sottosopra qui. Nel frattempo, mentre in spiaggia si prepara il lancio di uova e pomodori marci, nella sorpresa generale, salta il banco, anzi la banca. E’ la sceneggiatura estiva, all’italiana, da leggere con il perfido godimento di sapere che è impaginato il peggio - con viva partecipazione del giornalismo collettivo – e il travolgente epilogo è una titanica pernacchia, l’arrivo della realtà. Dov’è? Pagina 3 del Financial Times:

 

 

Spagna e Portogallo galleggiano male nell’Unione, l’Italia ha un appuntamento in ottobre che rischia di diventare uno tsunami per l’Eurozona. Tony Barber scrive che in Europa ci sono un bel po’ di bucce di banana, ma “quella italiana è la più scivolosa”. Consumate pure Pizza & Alfano, distraetevi con questi titoli. Corriere della Sera: “Così controllavano le indagini”; La Stampa: “Scoppia il caso intercettazioni. Alfano: non lascio”; Il Messaggero: “La cricca spiava le indagini”. In un paese dove il segreto istruttorio non esiste, quelli spiavano. E’ il ritratto di una banda di cretini. Nel frattempo, la realtà avanza a passo di carica. In Borsa, la situazione è la seguente: la Brexit sta cominciando a manifestare i suoi reali effetti, la sterlina sui mercati asiatici (mentre voi dormivate) è crollata sotto 1.30 sul dollaro (il minimo da 31 anni) e così i fondi immobiliari inglesi, le banche italiane (anche quando siete svegli) sono percepite dal mercato come l’anello debole del sistema europeo, Monte dei Paschi ha bisogno di una ricapitalizzazione al galoppo (con soldi pubblici) e stamattina il titolo rimbalza (più 8 per cento). Qual è la situazione delle sofferenze nei bilanci delle banche italiane? Grafico del Sole 24Ore:

 

 

What else? E’ una situazione pericolosa. Quanto valgono questi crediti? Il prezzo è giusto? Il mercato pensa di no, chiede una revisione al ribasso del loro valore. Ma qual è? Tra le “Note di stabilità finanziaria e vigilanza” pubblicate da Bankitalia c’è un titolo molto istruttivo: “Quanto valgono i crediti deteriorati?”. Risposta: non si sa. O meglio, la valutazione va fatta caso per caso e ci sono fattori che influenzano il prezzo in maniera decisiva, in particolare il tempo di recupero. Scrivono gli autori della nota: “La nota mostra che questi due fattori possono da soli spiegare per intero la differenza tra il valore di bilancio delle sofferenze e il prezzo offerto da un investitore, e che tale differenza è proporzionale alla lunghezza dei tempi di recupero (giudiziali o stragiudiziali). In altre parole, i tempi di recupero giocano un ruolo fondamentale nella valorizzazione di tali attivi”. Questa tabella spiega tutto:

 

 

Ora mettetevi nei panni di un hedge fund che deve recuperare quei crediti, in Italia. Chiedete lo sconto sul prezzo o no? Il problema del mercato oggi è tutto qua, l’ipervalutazione dei crediti deteriorati. Li acquista lo stato? E a che prezzo? E perché il contribuente dovrebbe fare un favore così grande agli azionisti delle banche? Risposta: stabilità finanziaria. Il governo Renzi ha davvero un grosso guaio da risolvere. Che fa l’Europa? Una risposta arriva stamattina da Valdis Dombrovskis, vicepresidente responsabile per l'Euro: “La Commissione europea è pronta a intervenire se necessario per affrontare la crisi del settore bancario italiano. Siamo consapevoli delle difficoltà del settore bancario italiano, dovute alla bassa redditività e all'enorme quantità di crediti non esigibili che si riflettono nell'andamento dei prezzi delle azioni. Siamo in contatto con le autorità italiane, continuiamo a monitorare la situazione e siamo pronti a intervenire, se necessario. Ci sono diversi modi in cui la situazione può essere affrontata e questo dipenderà anche dalle richieste delle autorità italiane". La palla torna al punto di partenza, Palazzo Chigi. Stamattina a Francoforte parlerà il presidente della Bce Mario Draghi. La catapulta del denaro (e la politica) è nelle sue mani.

 

Il quadro dell’economia europea nel frattempo sembra in fase di deciso rallentamento. Sono usciti i dati sulla produzione industriale in Spagna, eccoli: meno 0,5 per cento in maggio.

 

 

Secondo calo consecutivo e molta preoccupazione. Che fare? Bisogna scollinare l’estate, ma non sarà semplice, gli effetti della Brexit si stanno aggravando e l’autunno in realtà sarà un test terribile per l’Unione europea.

 

Occhio a ottobre: tre appuntamenti da brivido in agenda. Referendum costituzionale in Italia (data da definire), referendum sull’immigrazione in Ungheria (2 ottobre) e sempre lo stesso giorno si ripetono le elezioni presidenziali in Austria. Altro?

 

Il referendum italiano. Torniamo al punto, cosa succede? Bloomberg offre il panorama visto dalle istituzioni finanziarie. Ecco il quadro.

  • Pacific Investment Management Co. Incertezza politica, futuro governo Movimento 5Stelle.
  • JPMorgan Chase & Co. Niente elezioni anticipate, governo di grande coalizione.
  • Citigroup Inc. Vuoto politico, elezioni anticipate o governo dei tecnici nel 2017.
  • Societe Generale SA. Dimissioni di Renzi, ricerca di un nuovo governo, elezioni anticipate.

 

Se vince il No. Renzi si dimette subito. E il presidente della Repubblica Mattarella che fa? Non scioglie le Camere, Franceschini fonda l’ala governista del Pd, nel centrodestra spuntano come funghi gruppi di “responsabili”, bisogna calmare i mercati, diventa premier il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Il mio articolo sul Foglio.

 

6 luglio. Nel 1970 cade il terzo governo di Mariano Rumor.

 

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