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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

I profitti (di Google) e le perdite (di Alphabet)

A Wall Street c’è grande attesa per i risultati dell’azienda di Mountain View. Negli Stati Uniti, intanto, si vota per le primarie in Iowa. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

1 Febbraio 2016 alle 11:26

I profitti (di Google) e le perdite (di Alphabet)
Sant’Enrico Morse, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire

 

Titoli. E’ lunedì, il Milan ha vinto il derby con l’Inter e i giornali vanno rigorosamente in (dis)ordine sparso. Tutto a posto, niente in ordine e dopo il week end del Family Day Renzi fa sapere che la legge sulle unioni civili va avanti così. Primo caffè, Corriere della Sera: “Truffe degli statali tra sanità e appalti: buco da 4 miliardi”. Un titolo confortante, impacchettato dal Corriere sulla relazione della Guardia di finanza. Altro? Il titolo di taglio: “Il governo e le unioni civili: niente stralci sulle adozioni”. La coppia Rizzo-Stella è disgiunta in pagina. Sergio si occupa di questo, allegria: “Senato, spunta la regola per mantenere le indennità”. Gian Antonio è nel taglio basso con questo: “Il prof copia ma non perde il concorso”. Shampoo, barba e capelli, servizio completo in via Solferino. Che fanno a Repubblica? Apertura sulle unioni civili, foto sull’attentato dell’Isis a Damasco, stop al fumo in auto, l’aeroporto quasi fantasma di Parma, una spalla sulla Germania con un titolo surreale: “Se la Merkel scopre le due Germanie”. Ma “se” cosa? Minestrone abbondante. Resta un problema: non sembra Repubblica. Attendiamo, da avidi lettori, il suo ritorno. Cosa fa la Stampa? Big news in formato burocomics: Marcello Sorgi ha spedito una lettera e ci informa della faccenda con un pezzo in prima pagina: “Il 20 gennaio infatti ho spedito tramite l'ufficio postale di Piazza Bologna a Roma una busta contenente un documento e pesante soli 8 grammi a Londra”. Bene, bravo. E poi? “Per ragioni imperscrutabili, la busta si era fermata il giorno stesso in cui era stata inviata al Portonaccio, un quartiere periferico di Roma dove si trova il primo centro di smistamento che il plico incontrava nel suo viaggio”. Bene, bravo. E poi?  “È toccato al dirigente, così, informarmi che l'unica cosa che mi restava da fare era una lettera di reclamo”. Bene, bravo. E poi?  “La lettera di reclamo scritta a mano su un modulo, spedita per fax a un altro ufficio, dove verrà evasa entro certi termini (…) è evidentemente legata a un'epoca e a tempi diversi, forse legittimi ai tempi delle Regie Poste, quando appunto i sacchi di corrispondenza viaggiavano a cavallo, e non a un'azienda moderna, come Poste italiane adesso vorrebbe apparire, che vuol competere con i suoi concorrenti in Europa; a cominciare da quelli privati, a cui, non appena avrò riavuto copia del mio documento, mi rivolgerò per cercare di farlo arrivare prima di un mese a Londra”. Sorgi ha scoperto come funzionano le Poste quando devono fare il loro mestiere principale: spedire lettere. Benvenuto tra noi. Facciamo un giro di titoli. Il Giornale apre così: “L’Isis sbarca a Lampedusa”. E’ la storia degli infiltrati sui barconi. Libero fa la stessa apertura: “L’Isis sbarca in Italia”. Andiamo avanti, il trio Carlino-Nazione-Giorno intervista il numero uno dell’Associazione bancaria italiana, Patuelli: “La Ue cambi il bail-in”. Domanda del contribuente onesto: chi paga? Perché se deve essere il contribuente a pagare i dissesti bancari provocati da dirigenti nel migliore dei casi incapaci (e il peggiore lo lasciamo all’immaginazione del lettore di List), allora meglio che il bail-in resti esattamente così com’è. Altro? Il Messaggero arriva con un caffè ar vetro e un’intervista al ministro dell’Economia Padoan: “Troppa austerity in Europa”. Vabbè, noi siamo er mejo e alla fine è sempre colpa degli altri, soprattutto della Germania. Money? Sul Sole 24Ore: “Exploit di investimenti esteri: l’Italia «raccoglie» 75 miliardi”. Il 2016 è appena iniziato. Allacciate le cinture. Buona giornata.

 

Nigeria e Matteo. Il presidente del consiglio oggi è in visita ufficiale in Nigeria. Che ci fa? Vedere alla voce Eni, presente in Nigeria dal 1962. Il caso vuole che il governo nigeriano sia nei guai seri. Il crollo dei prezzi del petrolio ha prosciugato le casse dello Stato e il presidente Muhammadu Buhari ha dovuto chiedere un prestito urgente di 3,5 miliardi di dollari alla banca mondiale.

 

Iowa, abbiamo un problema. Oggi si vota per le primarie in Iowa e comincia la corsa a punti tra repubblicani e democratici per la Casa Bianca. Tutti si chiedono cosa farà Donald Trump (e non solo) intanto in attesa del risultato (sta davanti nei sondaggi) registriamo la furibonda lotta con i conservatori inglesi che del parrucchino immobiliare non ne vogliono sapere. Valga per tutti, una frase di Boris Johnson: “Non vado in certe parti di New York, per non rischiare di incontrare Donald Trump”.

 

I profitti (di Google) e le perdite (di Alphabet). Giornata di risultati economici importanti per Wall Street. C’è grande attesa per quelli dell’azienda di Mountain View. Attendiamo, ma molti pensano che nonostante tutti i soldi spesi in imprese prometeiche, Google sia la più forte azienda americana.

 



 

1 febbraio. E’ tempo di Sanremo. Nel 1958 Johnny Dorelli e Domenico Modugno vincono l'8° Festival con "Nel blu dipinto di blu".

 

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