Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Perché Varoufakis è diventato l'incubo in camicia psichedelica di Tsipras

Mario Sechi
Intanto, privati della politica che parla, i giornali spediscono in rotativa pagine di esteri commoventi. Sono in fase Marco Polo, hanno scoperto la Cina. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi.
Santi martiri Ponziano, papa, e Ippolito, sacerdote, che furono deportati insieme in Sardegna, dove entrambi furono condannati.

Titoli. Privati della politica che parla, i giornali spediscono in rotativa pagine di esteri commoventi. Sono in fase Marco Polo, hanno scoperto la Cina. Primo caffè, Corriere della Sera: “La mossa cinese affonda le Borse”. Ma questa è la cronaca di ieri, friends. Ampiamente triturata da tutti. Era meglio titolare la prima sul pezzo di Federico Fubini che spiega il contraccolpo sull’economia italiana, il lusso e altri settori. Pazienza. Altro sul Corrierone? I vescovi che attaccano il governo sui migranti, lo stallo di Renzi, il solito retroscena-retroniente su Berlusconi, la famiglia Agnelli primo socio dell’Economist. Cose originali? Il pezzo di Gian Antonio Stella sulle prime mosse del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Ha vinto contro Casson e la sinistra che si sente intelligente a prescindere, i circoli colti non possono amarlo. Neanche Stella, ma Brugnaro è il pop che ci voleva per una Venezia che muore di salotti che ascoltano musica barocca. Cosa starà cucinando Repubblica? Zuppa di Pechino e crauti: “Cina, le Borse a picco, bruciati 230 miliardi. Lite Tsipras-Merkel”. Ribadisco il concetto, era meglio per tutti applicare l’idea di Schauble: Grexit. Repubblica e Corriere impaginano la stessa (bella) foto sul migrante salvato in mare. Nel taglio c’è una boa di segnalazione per il natante di Renzi: “Caos sui congedi parentali rivolta anti-Inps dei genitori”. C’è una direttiva europea recepita e non applicata. Tanti saluti, Europa. Cose serie? La storia dell’arresto di Igor Markov, il dissidente ucraino, uno dei leader dell’opposizione filorussa, a Sanremo. Kiev ordina, l’Italia esegue. E’ una vicenda che meritava un titolone. Che succede all’estero? E’ il momento del giornale più venduto a Washington (siamo ancora in attesa dei dati di Baltimora), La Stampa (di Torino). Apre sulla Cina, ha un fondamentale titolo sull’Iowa (“L’Iowa agricolo trasforma l’arte in business”) che ha aperto una grossa discussione a Cuneo, ma the beef, la bistecca, la ciccia sta tutta a centro pagina: “Economist, Exor al 43% Ora è primo azionista” e poi, imperdibile, il direttore che intervista l’ex direttore, si sale in vetta, cordata di due persone, in cima, eccoli: Mario Calabresi che ausculta il petto di Bill Emmott. Torno al campo base, aria troppo rarefatta lassù. Toh! C’è un titolo da racconto dell’orrore su Libero: “A gennaio tagliano le pensioni”. E un nerboruto scatto sull’immigrazione: “La sinistra europea mena gli immigrati quella italiana tace e si fa invadere”. In effetti, mena parecchio, la gauche. Più è caviar e più mena. Vabbè, occhio al Giornale, in fase bottega e portafoglio: “Come salvare i soldi dai furbetti cinesi”. I furbetti cinesi, un quartierino di un miliardo di persone. Vado al mare. Anzi no, c’è Vittorio Feltri con un consiglio: “Cari Scalfari e Napolitano: telefonatevi”. Si vogliono bene, la voce non basta, devono scriversi, come tutti gli innamorati. Clic. Buona giornata.

 

Così va il mondo. Dalla newsletter di Paul Donovan per Ubs: “L'economia mondiale è guidata dagli Stati Uniti e gli Stati Uniti sono guidati dall’edonismo senza sosta del consumatore americano”.

 

La Cina in Piaggio. Punti di vista diversi? Quello del presidente e ad del Gruppo Piaggio, Roberto Colaninno: "La svalutazione del renminbi portata avanti in questi giorni dal governo cinese non è destinata ad avere un impatto negativo sulle operazioni del Gruppo Piaggio. Può essere, al contrario, una positiva opportunità". Piaggio è appena entrata nel mercato del Nepal con tre showroom a Kathmandu.

 

 

Grecia. La saga del debito ellenico è senza fine. L’Unione europea prevede una revisione del piano a ottobre. E sulla ristrutturazione (non taglio) del debito c’è una porta aperta della Germania. “Abbiamo semplicemente fatto delle domande”, sottolinea un portavoce del ministero delle Finanze. Le domande in tedesco, di solito, suonano durette. L'Eurogruppo sul terzo pacchetto di aiuti alla Grecia è previsto per domani alle 15 a Bruxelles. Di cosa discutono? Ecco la bozza pubblicata dal Financial Times. Il live blog del Grexistan è su Politico.

 

Varoufakis. E’ diventato l’incubo in camicia psichedelica di Alexis Tsipras. Il primo ministro greco si ritrova una spina nel fianco e un pezzo importante di Syriza sta con lui. Intervistato da Bbc Radio, l’ex ministro delle Finanze che tanto era simpatico a Wolfgang Schauble commenta: “Se chiedete una cosa del genere a chiunque conosca un minimo le finanze greche risponderà che non funzionerà. Il ministro delle Finanze (Tsakalotos) piu' o meno dice la stessa cosa...". Interessante, il ministro in carica è scettico. Che abbiano ragione i tedeschi? Era meglio il Grexit.

 

La guerra del pesce in scatola. La Russia ha sospeso l’importazione di sardine sott’olio della Polonia. Stessa sorte è toccata all’Estonia e alla Lettonia. Ti spiezzo in due.

 

E la guerra vera? Meglio non farla. Guardate questa mappa pubblicata dall’Atlantic Council sugli assetti militari tra Nato e Russia.

 

 

Nazareno? Vade retro. Lo dice Renato Brunetta in un’intervista al Mattino: “Nessun bis del Nazareno. Italicum e Senato, ora Renzi rischia”. Attendiamo che Berlusconi parli, prima o poi.

 

13 agosto. Nasce a Londra, nel 1899, Alfred Hitchcock, il maestro del brivido.

 

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