Augusto Barbera, presidente della Corte costituzionale (LaPresse) 

le lettere

Più separazione dei poteri, meno pieni poteri ai pm. Ottima notizia

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - “Da Pierre Mendès-France ho imparato una grande lezione: è meglio perdere un’elezione che perdere l’anima. Un’elezione si può rivincere dopo cinque anni, che vuole che sia? Ma se si perde la bussola, o si perde l’anima, per ritrovarle ci vogliono generazioni” (Jacques Delors, intervista al Monde, 1978).
Michele Magno

Ottima. Ricorderei anche una grande frase, più recente, di un altro campione come Wolfgang Schäuble, che nel 2014, quando mezza destra europea andava in Crimea al seguito di Putin, disse, senza paura e con un certo anticipo sui tempi, che “quello fatto da Putin in Crimea ricorda ciò che fece Hitler con i Sudeti”. Non aveva tutti i torti.


    
Al direttore - L’avvicinarsi della fine dell’anno in corso permette, come di consueto, di fare un piccolo bilancio dello stato in cui versa la politica italiana. In particolare, penso che occorra riflettere sugli effetti che potrebbe avere – nei rapporti ed equilibri politici tra le forze di opposizione – quanto accaduto nelle aule parlamentari nella settimana immediatamente precedente il Natale. Per i gruppi dirigenti dei partiti che intendono costruire una credibile alternativa di governo al centrodestra mediante un fronte federativo moderato delle forze liberali, popolari e socialiste riformiste, l’astensione espressa da FI e da Noi moderati nel voto della Camera contro la ratifica del Mes può favorire la ricerca di un serrato dialogo e confronto tra le componenti del suddetto potenziale fronte federativo e i forzisti e moderati del centrodestra. Mentre sul lato della sinistra di opposizione, l’isolata posizione parlamentare dei 5 stelle contro il Mes dovrebbe spingere le componenti riformiste presenti nel Pd a intraprendere una battaglia politica interna contro la linea della segretaria Schlein che continua a esprimere, invece, posizioni in combutta con Conte. Punto di raccordo tra i due processi politici indicati dovrebbe essere il riferimento a Mario Draghi. Non nel senso, però, di un richiamo nostalgico, sebbene di alto valore simbolico, all’esperienza positiva del passato governo dell’ex presidente della Bce, quanto piuttosto nel senso di un riconoscersi e muoversi attivamente lungo il metodo e le linee indicate dall’ultimo Draghi in recenti sue uscite pubbliche sullo stato dell’Europa e del mondo nel difficile contesto geostrategico che viviamo. 

Alberto Bianchi

  

C’è un altro equilibrio che andrebbe considerato e messo a fuoco, come ricordiamo oggi in prima pagina. L’equilibrio è quello che riguarda i rapporti fra potere giudiziario e potere legislativo. Bene. Ieri la Consulta ha accolto il ricorso dell’ex senatore Esposito: non si intercettano i parlamentari senza passare da un’autorizzazione delle Camere. Poco tempo prima, sentenza simile su Renzi: non si intercettano i messaggi privati dei parlamentari attraverso il sequestro di telefonini di terzi. Più separazione dei poteri, meno pieni poteri ai pm. Ottima notizia.