Governi guidati da bulli dominati da bullshit. Rileggere Frankfurt

Al direttore - Telecomando sovrano.

Giuseppe De Filippi


 

Al direttore - A rigor di logica, quella dell’analisi costi-benefici che ha bocciato la Tav, ogni volta che prendo il treno al posto dell’auto mi rendo responsabile di un lucro cessante per l’erario (per il mancato introito delle accise sul carburante). E’ un esempio che attesta la dura realtà del dibattito pubblico domestico nel tempo presente: siamo ormai circondati da idiozie di ogni tipo. Forse sarebbe più esatto chiamarle “Stronzate”, come un importante filosofo americano, Harry G. Frankfurt, ha intitolato un suo saggio (Rizzoli, 2005, in originale “On Bullshit”). Frasi prive di senso, vuote scemenze, affermazioni che denunciano una disperante povertà di pensiero vengono ormai pronunciate impunemente intorno a noi. Se non ne hanno il monopolio, i politici pentastellati le brevettano a un ritmo impressionante. Eppure nessuno si è preso la briga di indagare la natura del fenomeno. Non è il caso di Frankfurt. Il professore emerito della Princeton University sostiene che “le stronzate sono un nemico della verità più pericoloso delle menzogne”. Il “bullshitter” è più temibile del mentitore. Come ci ha insegnato sant’Agostino, al mentitore interessa – almeno in qualche misura – sapere la verità, perché per mentire deve conoscerla. Si deve cioè confrontare con la verità per poter costruire una menzogna. Se quindi il bugiardo “onora” ancora la verità e si muove nel suo orizzonte, chi dice stronzate, invece, la scavalca e si preoccupa solo di negarla. Un interlocutore ben informato su come stanno le cose, pertanto, può sempre contrastarlo. Al contrario, il cazzaro risulta più difficile da contraddire, in quanto si disinteressa completamente di ciò che è vero e di ciò che è falso. Spara le sue stronzate e, se si pensa a certi comportamenti che stanno dilagando sui social network, condivide e diffonde quelle altrui per seminare confusione e avvelenare i pozzi del discorso razionale. Sempre secondo Frankfurt, la sua progressiva emancipazione dai fatti inizia interiorizzando la seguente massima: “Mai dire una bugia quando puoi cavartela a furia di stronzate”. In questo senso, ma forse non è ancora del tutto chiaro, Di Maio è il vero portafortuna di Salvini. Chi non vorrebbe avere un alleato ostile all’obbligo dei vaccini e che propone di chiudere i negozi la domenica, nazionalizzare Alitalia e l’acqua, bloccare le grandi opere pubbliche? Basta scuotere un po’ la testa e i voti piovono a catinelle. In fondo, non nasce anche da queste sensazionali stronzate dell’uno la forza attrattiva dell’altro?

Michele Magno

  

Dove si dimostra che l’Italia più che un governo guidato da bulli ha un governo dominato da bullshit.


   

Al direttore - L’avere il Consiglio dei ministri del 14 scorso valutato positivamente la proposta di conferma per altri sei anni di uno solo dei due componenti del Consiglio dell’Ivass (Alberto Corinti), non accogliendo invece quella concernente Riccardo Cesari, segnala la pervicacia con la quale nella maggioranza si pensa di accrescere la torta delle nomine pubbliche da decidere, per eventualmente praticare soddisfacentemente lo “spoil system” all’italiana. Il governo ha evitato in extremis, con una decisione parziale la paralisi dell’Organo di controllo, che sarebbe stata una conseguenza disastrosa dell’inerzia, ma ha voluto accrescere il “tesoretto” degli incarichi, aggiungendosi, questa decisione su Cesari, al grave temporeggiamento sulla conferma del vicedirettore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini. Non si è avuto presente, comunque, al di là di quanto informalmente può essere stato avviato, che una nomina diversa deve pur sempre partire, come vuole la legge, dalla proposta del governatore, Ignazio Visco, che certamente non può essere sostituita da decisioni della maggioranza o dello stesso governo, la delibera del Consiglio dei ministri dovendosi pronunciare proprio su tale proposta per una decisione finale che spetta al capo dello stato. In un contesto insostenibile, mentre rischiano di saltare presidi istituzionali e “pesi e contrappesi”, almeno la forza della legge continua a costituire un efficace baluardo. Con i più cordiali saluti.

Angelo De Mattia

Di più su questi argomenti: