Lega e M5s sono l'unico governo possibile. Ma non c'è fretta: FATE PIANO

10 Marzo 2018 alle 06:19

Al direttore - Politici e giornalisti in fila al Vaf.

Giuseppe De Filippi

  

“E’ un fenomeno che, nell’ambito della politica, si riferisce all’azione di un candidato il quale, in cambio di favori leciti o illeciti, prometta a un elettore di ricambiare il voto da parte di quest’ultimo con un tornaconto personale, o con una promessa dello stesso. Perché ci sia reato non c’è bisogno dello scambio di beni o di prestazioni, ma è sufficiente la promessa o l’accordo fra le due parti”. Indovinello: quella che avete letto è la definizione del voto di scambio o del reddito di cittadinanza?


  

Al direttore - “Il Pd è il partito di riferimento della camorra” (Beppe Grillo, 2016). Collegio uninominale Scampia-Ponticelli: M5s 62 per cento, Pd 10 per cento. Passo e chiudo.

Michele Magno

     

Una volta qui era tutta antimafia.


    

Al direttore - E’ giusto affermare che non bisogna cadere nella trappola del nuovo bipolarismo (Di Maio-Salvini), come scrive la Ciliegia sul Foglio dell’8 marzo. Ma un partito, nella specie il Pd, non può limitarsi a osservare, a un atteggiamento del tipo “waiting and seeing” che può dare qualche frutto tattico, nel breve periodo, ma dal punto di vista strategico, a lungo termine, rischia di relegare alla scarsa rilevanza. Per di più, se ciò portasse a un nuovo voto per l’impossibilità di formare un governo, il partito che assumesse il ruolo del convitato di pietra, senza dispiegare un’autonoma iniziativa, non si sottrarrebbe a una possibile penalizzazione: pur in un contesto enormemente diverso, l’Spd, che ha temuto il precipizio segnalato dai sondaggi post elettorali e ha aderito alla Grosse Koalition, “docet”. Una forte iniziativa programmatica, dotata di autonomia e realismo, che non si precluda anche l’ingresso nelle discussioni per il governo, appare l’unico modo per non essere succubi del bipolarismo da parte del Pd, ma anche per non abbandonare il campo e mettersi inoperosamente, e con una certa voglia aventiniana, sulla riva del fiume ad aspettare il noto transito, finendo con il deludere probabilmente anche coloro che hanno votato questo partito. Siccome non si è Cincinnato, allora ritirarsi da un complesso incontro-scontro dialettico non avrebbe come conseguenza quella di essere poi pregati diffusamente di rientrare in campo. Con i più cordiali saluti.

Angelo De Mattia

   

Il governo lo devono fare Di Maio e Salvini. Se non ci riescono, meglio tornare alle elezioni. L’importante è non avere fretta. Per formare un governo in Olanda ci sono voluti sette mesi. Dicasi: sette. In Germania un governo sta per nascere dopo cinque mesi. Dicasi: cinque. Qui, in Italia, sono passati solo sei giorni. Dicasi: sei. Dunque, relax. Dunque, se possibile, FATE PIANO.


   

Al direttore - Il Molise è il Mugello del terzo millennio.

Frank Cimini

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