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Che cosa rischia davvero l'Italia gialloverde nello sfidare Bruxelles sul bilancio

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Times, Vanguardia, Tagesschau, Pais

14 Novembre 2018 alle 09:08

Che cosa rischia davvero l'Italia gialloverde nello sfidare Bruxelles sul bilancio

Di Maio, Conte, Salvini, Tria in conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri (foto LaPresse)

L'Italia sfida Bruxelles sul bilancio e rischia una multa miliardaria
Londra, 14 nov 08:30 - (Agenzia Nova)  - Il governo populista dell'Italia ha sfidato la Commissione europea preferendo rischiare sanzioni finanziarie piuttosto che modificare la sua Legge di bilancio, che per il 2019 prevede un consistente aumento della spesa pubblica e del deficit annuale dello Stato: al braccio di ferro tra Roma e Bruxelles oggi mercoledì 14 novembre danno ampio risalto tutti i grandi quotidiani britannici, sottolineando come allo scadere dell'ultimatum che la Commissione aveva imposto all'Italia il ministro del Tesoro italiano, Giovanni Tria, ieri sera abbia risposto con una lettera in cui confirma che il suo governo non intende cedere. Nella missiva Tria ammette che il Bilancio di Roma non rispetta le regole Ue e tuttavia difende le "difficili ma necessarie decisioni prese perché il nostro pil rimane al di sotto dei livelli pre-crisi ed i settori più svantaggiati della società italiana vivono in condizioni drammatiche". Il governo italiano prevede per l'anno prossimo un deficit al 2,4 per cento del pil ed al 2,1 nel 2010: al contrario Bruxelles prevede che il deficit arriverà al 2,9 per cento nel 2019 e che l'anno successivo supererà la fatidica barra del 3 per cento. Aldilà dei decimali, tutto ruota attorno alle previsioni sulla crescita dell'economia dell'Italia, a cui il governo intende dare una spinta attraverso l'aumento della spesa pubblica; Bruxelles invece, in linea con diverse altre istituzioni finanziarie internazionali, pensa che l'economia italiana sia in forte rallentamento e che quindi gli obbiettivi di bilancio non saranno raggiunti, appesantendo il già enorme debito di stato italiano. Dopo che il mese scorso per la prima volta volta la Commissione ha bocciato il bilancio di Roma, ora l'Italia rischia l'apertura di una "procedura per deficit eccessivo", che potrebbe costargli una sanzione equivalente allo 0,2 per cento del suo pil ed arrivare fino a 9 miliardi di euro. Probabilmente adesso Bruxelles darà al governo italiano dai tre ai sei mesi di tempo per preparare una manovra correttiva; ma a quel punto l'intera questione diventerà materia per la nuova Commissione che emergerà dalle elezioni del Parlamento europeo in programma per il mese di maggio 2019. Lo scontro non è una novità per l'Unione Europea, che si è già trovata alle prese con problemi analoghi con la Grecia e con Cipro, sebbene poi non sia mai arrivata a punire un paese membro per infrazione alle regole fiscali comunitarie: ma questa vota le cose sono molto diverse, date le dimensioni economiche dell'Italia e le possibili conseguenze sull'intera economia dell'Eurozona; per questo quindi le autorità europee saranno costrette a muoversi con grande cautela, tra l'obbligo di imporre il rispetto dei trattati finanziari e la necessità di non infiammare i sentimenti anti-Ue in vista delle elezioni europee di maggio. A partire da oggi quindi tutti gli occhi saranno puntati sullo "spread", il differenziale tra gli interessi pagati dall'Italia e della Germania per piazzare sui mercati i propri titoli pubblici: è questo il vero termometro della situazione; e lo spread è più che raddoppiato da quando a Roma è arrivata al governo la coalizione populista formata dal Movimento 5 stelle e dalla Lega. Il primo serio test per i titoli italiani arriverà la prossima settimana, quando il Tesoro porterà sul mercato l'emissione semestrale dei cosiddetti "BTP Italia", le obbligazioni statali legate all'inflazione e riservate ai piccoli risparmiatori: si tratta di un un strumento finanziario che chiaramente punta all'ultimo segmento di mercato che abbia ancora una prospettiva di espansione, dato che gli investitori internazionali sono sempre più diffidenti e le banche italiane hanno i loro bilanci già oberati da una considerevole massa di titoli di Stato.
Il monito del Fmi all’Italia: “Un minimo shock spingerebbe il paese sull’orlo della recessione”
Madrid, 14 nov 08:30 - (Agenzia Nova)  - I mercati rischiano di diventare il principale cane da guardia delle politiche fiscali dell’Italia. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha lanciato un duro monito al governo di Giuseppe Conte, avvertendo che i piani di stimoli messi in agenda potrebbero lasciare il paese in una situazione "molto vulnerabile". Secondo l’organismo internazionale, inoltre, un minimo shock potrebbe spingere l’Italia sull’orlo della recessione. La notizia è oggi su tutti i principali quotidiani spagnoli che seguono molto da vicino le politiche economiche italiane a causa dell’elevato rischio contagio che potrebbe travolgere la Spagna. I tecnici del Fondo hanno rivisto al ribasso le previsioni economiche dell'esecutivo, formato da Movimento 5 stelle e Lega, e stimato una crescita non superiore all’1 per cento l’anno per il periodo 2018-2020. In un rapporto sull’economia del Belpaese, gli esperti hanno segnalato che la scarsa crescita economica, insieme a maggiori spese e interessi sul debito, rischiano di fare aumentare il deficit pubblico fino al 2,8- 2,9 per cento del prodotto interno lordo (Pil) nel 2020, ovvero a un passo dallo sforamento del tetto del 3 per cento.
Libia: le divergenze fra Francia e Italia complicano la soluzione del conflitto
Madrid, 14 nov 08:30 - (Agenzia Nova)  - Le divergenze fra Italia e Francia, paesi con un passato coloniale condiviso e interessi petroliferi in conflitto, rendono più difficile il raggiungimento di una soluzione pacifica alla guerra civile che dal 2014 ha colpito la Libia. Ne sono convinti, secondo quanto riporta “La Vanguardia”, diversi esperti e diplomatici nella regione. Entrambi, infatti, partono da una visione contrapposta: Roma ritiene che il caos in Libia sia una questione nazionale ed è interessata soprattutto a fermare il flusso di migranti irregolari attraverso la rotta centrale del Mediterraneo, la più mortale al mondo. La Francia, invece, inserisce il conflitto libico in un quadro regionale più ampio, come uno dei principali fattori della crescente instabilità del Sahel, un'area costituita al confine meridionale dell'Europa.
    
Merkel attacca l'Italia: "Accumulare più debito mette a repentaglio la stabilità della zona euro"
Madrid, 14 nov 08:30 - (Agenzia Nova)  - Dai banchi del Parlamento europeo, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha lanciato martedì un duro attacco contro il governo italiano, avvertendo che accumulare più debito "mette a repentaglio la stabilità dell’intera zona euro" e ricordando che una moneta comune può funzionare solo se i paesi membri rispettano i propri doveri. Nel suo discorso di apertura della sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, la Merkel ha criticato, in modo velato, anche i governi di Polonia e Ungheria, accusandoli di mettere in pericolo lo stato di diritto in tutti i paesi membri. "Chiunque voglia risolvere i propri problemi accumulando più debito o ignorando i diritti fondamentali, mette a repentaglio la stabilità dell'eurozona, perché la moneta comune può funzionare solo se ogni membro di questa zona adempie ai propri doveri e assume la propria responsabilità", ha insistito la Merkel nell’ultimo giorno concesso da Bruxelles all’Italia per modificare il suo progetto di bilancio.
Ue: capogruppo Ppe Weber, “ho comprensione per l'Italia”
Berlino, 14 nov 08:30 - (Agenzia Nova)  - Nel confronto tra Roma e Bruxelles sulla legge di stabilità, che ieri il governo italiano ha rifiutato di modificare secondo quanto richiesto dalla Commissione europea, il capogruppo del Partito popolare europeo (Ppe) al Parlamento europeo, Manfred Weber, ha “comprensione” per l'Italia. È quanto affermato durante un'intervista rilasciata nella tarda serata di ieri, 13 novembre, all'emittente televisiva tedesca “Ard” dallo stesso Weber. Esponente dell'Unione cristiano-sociale (Csu), Weber è candidato del Ppe alla presidenza della Commissione europea alla prossime elezioni europee che si terranno a maggio 2019. “Capisco l'Italia, ha un'elevata disoccupazione giovanile, specialmente i giovani non sanno come mantenere una famiglia e ciò crea frustrazione”, ha affermato Weber commentando l'aumento al 2,4 per cento del rapporto tra deficit e pil previsto dalla legge di stabilità che la Commissione europea ha respinto. Tuttavia, ha aggiunto il capogruppo del Ppe, nel suo confronto con Bruxelles, Roma “si accorgerà presto della realtà dei fatti, come è successo in Grecia” durante la crisi del debito, con il primi ministro Alexis Tsipras che prima si oppose ai piani dell'Ue per il proprio paese, salvo poi adottarli.

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