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Perché l'accordo sul bilancio Ue è l'ultimo dei problemi dei gialloverdi

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Vanguardia, Pais, Times, Faz

20 Settembre 2018 alle 10:43

Perché l'accordo sul bilancio Ue è l'ultimo dei problemi dei gialloverdi

Giuseppe Conte (foto LaPresse)

I leader del Pd non si siedono insieme neanche per cenare

 

Madrid, 20 set - (Agenzia Nova) - La crisi del Partito democratico (Pd) è sempre più nera. L’ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, aveva invitato a cena tre nomi forti della formazione: gli ex presidenti del Consiglio, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni , e l'ex ministro dell'Interno, Marco Minniti .Obiettivo dell’incontro, aveva spiegato, sarebbe stato quello di “riprendere il dialogo tra persone che hanno lavorato per il Paese e aiutare il Pd”. Era stato definito il luogo, casa sua, e la data, martedì, ma nessuno si è seduto al suo tavolo. “Per me l’unico prossimo passo è portare a cena i miei figli. Pizza, Chinotto e insalata (per me). E archiviamo così la cena delle beffe", ha commentato ironico Calenda su Twitter, ripreso dalla “Vanguardia”. Sempre attraverso i social network, l’ex titolare dello Sviluppo economico ha spiegato che avrebbe voluto cercare una strategia di opposizione al governo giallo-verde ma che alla fine ha annullato tutto perché Renzi aveva preso le distanze e, a quel punto, non aveva più senso l’incontro. "A loro non importa perdere le elezioni europee. Il Pd sta diventando il partito in cui l’unico aspirante candidato è il presidente dell'associazione psichiatri", ha aggiunto Calenda.

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Riuscire a strappare a Bruxelles un accordo sul bilancio è l'ultimo dei problemi del governo

 

Londra, 20 set - (Agenzia Nova) - L'attuale "strana coalizione" di governo formatasi in Italia "al termine della più disonesta campagna elettorale che si ricordi a memoria d'uomo" , basata su un "contratto" tra due partiti populisti "diametralmente opposti" quali Lega e Movimento 5 Stelle , dopo "promesse irrealizzabili" sembra aver avuto un sussulto di realismo in vista della scadenza della presentazione alla Commissione europea della legge di stabilità. Lo scrive il quotidiano britannico "The Times",secondo cui la coalizione tra Lega e Movimento 5 Stelle sembra essersi resa conto che "nel mondo reale gli impegni vanno rispettati, i debiti onorati e le nuove spese finanziate". Nel medio periodo, "Bruxelles potrebbe essere il minore dei problemi per il governo di Roma ed il benvenuto ritorno alla razionalità economica probabilmente non sarà sufficiente a fugare tutti i timori sulle prospettive a lungo termine dell'Italia e sui rischi che il paese rappresenta per l'intera Eurozona".

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Immigrazione: l’Ue cerca di ritrovare l’unità ed evitare nuovi scontri

 

Madrid, 20 set - (Agenzia Nova) - Il vertice europeo iniziato mercoledì a Salisburgo è diventato un disperato tentativo di superare la pagina nera della crisi migratoria e recuperare l'unità dei paesi membri che, nei prossimi mesi, saranno chiamati ad affrontare ardue sfide come la Brexit, il rinnovo del Parlamento europeo e i negoziati sul bilancio dopo il divorzio con il Regno Unito. All’incontro informale, come deciso lo scorso febbraio, partecipano anche i paesi della Lega Araba nel tentativo di risolvere il dramma delle migrazioni. La speranza, scrive “El Pais”, è che nella città natale di Mozart si recuperi l'armonia che alcuni leader europei – come il primo ministro ungherese Viktor Orban e il ministro dell'Interno Matteo Salvini – hanno spezzato con la loro discutibile gestione del fenomeno migratorio. Il programma delle prime due giornate di vertice mira a distendere gli animi in quanto non prevede che ci siano significativi passi in avanti in nessuno dei conflitti aperti. Ma, secondo “El Pais”, nessuno può escludere che Orbán, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte o il polacco Mateusz Morawiecki non riaprano il dibattito per aumentare un po’ il bottino di voti a costo dell’indebolimento dell'unità dell’Ue. 

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Immigrazione: sondaggio, in otto Stati Ue maggioranza a favore di accoglienza rifugiati

 

Berlino, 20 set - (Agenzia Nova) - Tre anni dopo il picco della crisi dei rifugiati, quando arrivò più di un milione di profughi in Europa, un sondaggio condotto dell’American Pew Research Center su dieci Stati membri dell'Ue ha mostrato che in otto di questi paesi la maggioranza degli intervistati è favorevole all’accoglienza dei rifugiati. Tuttavia, la maggioranza del campione non è d’accordo con la politica dell’Unione europea sui rifugiati. Tra i cittadini favorevoli all'accoglienza dei rifugiati al primo posto si collocano gli spagnoli (86 per cento). I tedeschi sono al terzo posto (82 per cento). Nei Paesi Bassi, in Svezia, Francia e Regno Unito è a favore dell'accoglienza dei rifugiati il 75 per cento degli intervistati. Colpisce. secondo il quotidiano tedesco "Frankfurter Allgemeine Zeitung" che in Italia e in Grecia, due delle principali destinazioni dei rifugiati, più della metà degli intervistati sia favorevole all’accoglienza. Solo in Polonia e in Ungheria meno del 50 per cento è di questo avviso. In merito alla politica adottata dall'Ue sui rifugiati si è detta contraria la maggioranza dei greci (92 per cento), seguiti da svedesi, ungheresi e italiani (circa l’80 per cento) e tedeschi (66 per cento).

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Venezia, nuove proposte sindaco Brugnaro contro il turismo "rozzo"

 

Londra, 20 set - (Agenzia Nova) - Le autorità comunali di Venezia hanno proposto nuove misure per contrastare il turismo "rozzo", in particolare il divieto di sedersi o sdraiarsi per terra in qualsiasi parte della città, divieto che è già in vigore per i portici e le gradinate attorno alla basilica di San Marco- Se approvate nella seduta del consiglio comunale programmata per i prossimo mese di ottobre, le nuove proposte del sindaco Luigi Brugnaro prevederanno multe da 50 ai 500 euro per i turisti trasgressori. A queste proposte si oppongono il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e soprattutto diverse associazioni di residenti: "Esiste già una lista talmente lunga di cose che non si possono fare che praticamente non c'è niente che si possa fare a Venezia", obbietta Marco Gasparinetti dell'associazione Gruppo 25 Aprile. Inoltre, aggiunge Gasparinetti citato dal quotidiano britannico "The Guardian",il Comune di Venezia "dovrebbe assumere altri 5 mila vigili per far rispettare tutte le regole e i divieti in tutta la città".

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