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Il rischio di Fassino con Bersani: "Ok, allora provateci voi ad andare da soli"

16 Novembre 2017 alle 06:17

Al direttore - Importante ora è che Fassino non dica a Bersani: “Vabbè, allora provateci voi a candidarvi da soli”.

Giuseppe De Filippi

 

Ogni giorno che passa, vale per il centrodestra e vale per il centrosinistra, vale per il Pd e vale per Forza Italia, aiuta a rafforzare un’idea ormai passata ma purtroppo attuale: l’impressione è che il 4 marzo, quando si andrà a votare, sia Berlusconi sia Renzi rimpiangeranno di non essere andati fino in fondo con l’unica legge elettorale adatta a questa fase politica non maggioritaria: il modello tedesco. Risultato: si andrà alle elezioni con coalizioni innaturali, ma le coalizioni innaturali potrebbero rendere difficile l’unico governo che oggi servirebbe all’Italia per non uscire fuori dai binari della crescita. Sarà uno spasso.

 


 

Al direttore - Il pezzo di ieri di Giuliano Ferrara mi offre il destro per ringraziare, tramite lei, l’autore della campagna per il lancio della “nuova” Repubblica. Da comunicatore e da comunicatore politico dico che scrivere sotto la foto di Silvio Berlusconi “Passato o futuro?” è il modo migliore per sottolineare la rinnovata centralità di Berlusconi e di Forza Italia. Soprattutto in una campagna elettorale che sarà caratterizzata dallo scontro tra la solida esperienza di Berlusconi e la liquida inesperienza di Di Maio. Grazie! Quindi possiamo dire che nella pubblicità di Repubblica in realtà la “o” si legge come una “e”. Quanto al punto di domanda, siamo tenacemente al lavoro per trasformarlo in un punto fermo. Nelle urne.

Antonio Palmieri, deputato Forza Italia

 


 

Al direttore - Andando a caccia delle fake news che si sparano a “Di martedì’’ ne abbiamo sentito delle belle sui pensionati che vanno a rifugiarsi all’estero in una sorta di esilio economico. L’ultima volta è toccata alla Bulgaria. Vengono intervistati nostri connazionali anziani che vivono in condizioni di benessere, in case confortevoli, che riescono a massimizzare l’importo della loro pensione (per definizione sempre modesto), mentre in Italia “non ce la potrebbero fare’’ (è questa l’analisi corrente e indiscussa quando si parla di anziani, irrimediabilmente ritenuti alla canna del gas). Gli ospiti di Floris si spingono fino a evocare una nuova forma di emigrazione che si affianca a quella dei giovani. Presa dall’ebbrezza dello sfascio, un’Erinni, “cliente fissa’’ della trasmissione, si è avventurata sul terreno insidioso dei numeri affermando – bella come il sole – che gli italiani fuggiti in Bulgaria sono già un milione. E nessuno in studio l’ha contraddetta né le ha fatto notare che gli abitanti di quel paese sono poco più di sette milioni. Se si fossero aggiunti tanti italiani, per di più in pochi anni, i bulgari se ne sarebbero accorti. E magari anche noi. Ma, si sa, a “Di martedì’’ è facile che anche le topiche acquistino la dignità di un’opinione.

Giuliano Cazzola

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