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Mimmo Parisi, il più grande campione di giustificazioni dopo Jake Blues

Con il suo “sono presente in Italia” pronunciato in videocollegamento dagli Stati Uniti, il presidente dell'Anpal ha superato la famosa scena interpretata da John Belushi nel film The Blues Brothers

17 Aprile 2020 alle 16:15

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La scena è di quelle che fanno parte del patrimonio storico del cinema mondiale. Quando Jake Blues, alias John Belushi, si trova davanti al fucile della sua ex ragazza interpretata da Carrie Fisher, si getta in ginocchio, disperato e invoca alla grazia. Poi, davanti a lei che non sembra disposta ad avere pietà, inizia a urlare: “Non ti ho tradita. Dico sul serio. Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!”. Un climax di improbabili giustificazioni che i cultori del film The Blues Brothers snocciolano a memoria appena si presenta l'occasione.

 

  

Chissà che anche Domenico Parisi, presidente dell'Anpal di cui Il Foglio ha raccontato gesta e miracoli, è tra di loro. Di sicuro durante l'audizione di giovedì 16 aprile davanti alla commissione Lavoro della Camera, ha voluto omaggiare il capolavoro di John Landis. Così, collegato dal Mississippi, ha voluto rispondere a quanti lo hanno accusato di essersi allontanato dall'Italia proprio nel vivo dell'emergenza coronavirus. “Sono un po’ mortificato dall’idea che si sia creata la percezione che non sono presente in Italia. Non è vero. Io sono presente in Italia”. Spiegando poi, sempre il collegamento dagli Stati Uniti, che “l’incarico non richiede di rinunciare alla famiglia”. Così, nell'Italia non Italia di Parisi, il povero Jake Blues è sembrato poco più di un principiante.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    21 Aprile 2020 - 18:29

    Mica male anche il 'delitto perfetto' di Di Maio a proposito di Ilva non avendoci capito un tubo, il sito INPS 'hackerato' di Tridico, il complotto dei frigoriferi della Raggi, e le reazioni del duumvirato Dibba + Di Maio alla notizia delle irregolarità nelle rispettive aziende di famiglia (del tipo: io sono socio ma l'azienda è di papà e se c'ero dormivo). Dev'esserci un vairus tra i 5$.

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