La salma di un sindacalista inglese

La morte di Nicholson e la mutazione del Labour, scrive il Daily Mail (22/3)

26 Marzo 2018 alle 10:35

La salma di un sindacalista inglese

Spille con il nome del segretario del partito laburista Jeremy Corbyn al congresso annuale del Labour Party, a Brighton (foto LaPresse)

Hanno trasportato il feretro di Brian fuori dalla chiesa sulle note di ‘Part of the Union’, un singolo satirico di Strawbs degli anni Settanta, poi diventato inno ufficioso del sindacato”. Esordisce così, sul Daily Mail, un articolo di commiato di Richard Littlejohn a Brian Nicholson, storico sindacalista britannico morto la scorsa settimana. “Questa canzone si sentiva ovunque, durante gli scioperi, sparata dagli altoparlanti da Longbridge, nelle Midlands occidentali, a Linwood, in Renfrewshire.

 

E dove c’era uno sciopero, c’era Brian Nicholson, non troppo distante. Si fece un nome come capo settore dei pontili londinesi, scalando velocemente i vertici fino a diventare segretario del sindacato generale e del trasporto dei lavoratori, allora il più grande tra i sindacati britannici, con quasi due milioni di membri. Brian, che aveva servito il paese nel Corpo dei fucilieri di Sua Maestà, era un industrialista di ferro, della vecchia scuola, un avvocato da ufficio nel retro, ben più interessato a migliorare la paga e le condizioni dei lavoratori che a iniziare una rivoluzione. Era talmente disgustato dalle maniere di Militant e di altre fazioni sinistrorse del partito (allora gli equivalenti dell’odierno Momentum, ndt) che, insieme ad altri compagni con cui condivideva le stesse idee, decise di riprendere in mano le redini del suo sindacato e del Partito laburista. Erano i giorni in cui le conferenze dei laburisti consistevano in lunghe discussioni in stanze dense di fumo e alcol, con discussioni animate e dibattiti appassionati. I delegati venivano dai pontili, dalle fabbriche, dalle distillerie e dalle officine. Oggi, le spicce riunioni di partito sono più simili a delle fiere di assicuratori, prive di divertimento e agitazione. E’ più probabile incontrarvi un consulente di comunicazione che un minatore. Va bene, il mondo va avanti. Ma sopportatemi un attimo, anche se sto diventando nostalgico e sentimentale. Come avrete capito dal primo paragrafo, Brian Nicholson è appena scomparso. Aveva 85 anni. Martedì (scorso, ndt) c’è stato il suo funerale, con la sua famiglia e i suoi amici. Una cosa che mi ha colpito, in chiesa, è che nonostante Brian sia stato una figura importante nella storia del moderno Partito laburista (molti dicono che senza la sua mediazione, l’elettorato non avrebbe mai accettato la svolta moderata di Tony Blair, ndt) e nonostante abbia dato la sua vita al movimento, nessuno del partito o del sindacato era ufficialmente presente alla cerimonia.

 

Il Labour è sempre intento a fare proclami sull’unione, sulla comunità e la solidarietà, per cui ci si aspettava che qualcuno si sarebbe fatto vivo al funerale di Brian. E’ strano pensare che, adesso, sappiamo che negli anni Ottanta, mentre Brian e altri vecchi socialisti lottavano per riportare un po’ di senno ed eleggibilità al partito, l’attuale leader (Jeremy Corbyn) confabulava con agenti segreti del blocco sovietico”.

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