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Poste Italiane, bilancio in continuità

Crescita nei servizi, rafforzamento del digitale e risultati solidi: il gruppo prosegue senza strappi nel suo percorso di trasformazione

Il bilancio 2025 di Poste Italiane conferma una linea di continuità che negli ultimi anni si è fatta sempre più evidente: crescita graduale, diversificazione delle attività e rafforzamento della componente digitale. Non ci sono svolte clamorose, ma una traiettoria coerente, che emerge con chiarezza dai principali indicatori. Sul piano operativo, i dati mostrano un andamento positivo in tutte le principali aree. Aumentano i volumi dei pacchi, spinti dall’e-commerce, e resta positiva la raccolta nel risparmio gestito, sia nelle polizze vita sia nei fondi comuni. Crescono anche i depositi della clientela retail, sostenuti da un contesto di tassi favorevole. Sono segnali che indicano una base solida, costruita su attività diverse tra loro ma integrate.

 


Testo realizzato con AI


 

Un elemento rilevante riguarda il digitale. I pagamenti digitali raggiungono il 62 per cento del totale, in aumento rispetto al 57 per cento dell’anno precedente. L’app del gruppo arriva a 17 milioni di utenti su base annua e oltre 4 milioni di utilizzatori giornalieri. È un passaggio importante, perché segna il progressivo spostamento dei servizi verso canali più efficienti e scalabili. Dal punto di vista finanziario, il gruppo conferma una buona capacità di generare utili e di remunerare gli azionisti. Il dividendo complessivo per il 2025 è pari a 1,25 euro per azione, per un totale di circa 1,6 miliardi di euro. Si tratta di un livello significativo, che riflette la solidità dei risultati e la prevedibilità dei flussi.

 

Interessante anche l’indicazione sull’andamento del 2026: i primi mesi dell’anno confermano trend positivi e risultati in linea con la guidance. In particolare, la gestione attiva del portafoglio prevista per l’intero anno risulta già realizzata. Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un gruppo che continua a evolvere senza discontinuità, mantenendo un equilibrio tra attività tradizionali e nuovi servizi. Una trasformazione progressiva, più che una rottura, che sembra essere, almeno finora, la sua principale forza.